Intervista a… Lucio Schiuma

Finalmente, dopo aver letto il suo libro, eccoci a conoscere un po’ meglio il nostro scrittore-personaggio Lucio Schiuma.

Vi anticipo che la nostra intervista porterà via qualche minuto di tempo, ma vale davvero la pena di leggersela e meditarci sopra: perché chi vuol leggere tra le righe ci troverà tanto su cui è importante fermarsi un momento di più…
Buona lettura e buona meditazione a tutti voi!

L’intervista

  • Il tuo libro, “Sarò come Garrincha”, parla del mondo del calcio. E unisce da un lato i grandi campioni del passato e dall’altro i ragazzi che giocano per puro divertimento. Considerata anche la tua esperienza pratica nell’attuale mondo dello sport – che spesso sembra più unicamente un mondo dove si possono guadagnare tanti soldi, anziché uno stile di vita da praticare e seguire per riscattarsi e creare una società migliore -, come giudichi e come consideri il mondo sportivo dell’oggi?
    Dalle righe del mio romanzo traspare una grande nostalgia per gli anni ’80. Devo ammetterlo: mi manca tantissimo il calcio ascoltato dalle radioline e giocato nelle piazzette. Gli anni ‘80 sono davvero irripetibili, perché allora si iniziava a respirare la prima libertà di essere e di fare. E’ stato un periodo felicissimo, in quanto contraddistinto da un clima positivo a tutti i livelli: economico, sociale, lavorativo, sportivo, ecc… C’era una grande voglia di costruire e di arrivare, ma anche la possibilità di riuscire a realizzarsi per chiunque. Secondo me le persone dovrebbero riscoprire i valori che caratterizzavano quei mitici anni ’80; valori che, purtroppo, non sono più di moda tra i ragazzi di oggi. Educazione, rispetto (del prossimo, della famiglia, degli insegnanti e delle istituzioni), amicizia disinteressata, amore sincero, buon rendimento scolastico, spirito di sacrificio, determinazione nell’inseguire i propri sogni, capacità di resistere ai disagi. Quel tipo calcio mi manca perché era un calcio più sano, più genuino, più vero. E, soprattutto, poco contaminato dagli aspetti più deleteri del cosiddetto show business che invece caratterizza il calcio di oggi: presenzialismo a ogni costo, sponsorizzazione selvaggia, smania di protagonismo e indici di gradimento sembrano essere diventate, ahimé, le uniche cose importanti in tutti i campi della società contemporanea; dallo sport alla politica, passando per i programmi televisivi fino ad arrivare, addirittura, ai rapporti interpersonali (vedi il fenomeno facebook). Per non parlare, poi, dei sempre più frequenti casi di calcioscommesse, delle ripetute accuse di doping, della violenza dentro e fuori gli stadi, delle organizzazioni che lucrano su presunti eventi di beneficenza, dei genitori bramosi di celebrità che spingono i figli a diventare campioni a tutti i costi. In sostanza, oggi non si gioca più per pura passione, ma solo per denaro. E il calcio ha smesso di essere un puro divertimento ed è diventato una macchina per fare soldi. Per fortuna è arrivato Platinì (attuale presidente della Uefa): introducendo il cosiddetto fair-play finanziario, ha messo un tetto agli ormai smodati costi di gestione (che le società calcistiche non sono più in grado di sopportare) e ha dato un bel giro di vite agli enormi sprechi di denaro che hanno quasi messo in ginocchio la maggior parte delle società calcistiche. Impedendo, forse, che si arrivasse davvero al cosiddetto punto di non ritorno.
  • Marco, il protagonista del tuo libro, è un personaggio di fantasia. Ma fino ad un certo punto…
    Vero, vero. Marco non è un personaggio di fantasia, ma un adolescente in difficoltà come, purtroppo, ce ne sono tanti altri. Così come ci sono molti adulti che, per una ragione o per l’altra, sono costretti a fronteggiare problemi più o meno gravi. E, proprio per questo motivo, ritengo che la parabola delle sue vicissitudini possa aiutare le persone a trovare dentro loro stesse la forza per risollevarsi e per riscattarsi. A riaccendere nei loro cuori il sacro fuoco che li stimoli a raggiungere i traguardi che si erano prefissati e a realizzare i sogni che avevano abbandonato. La storia narrata, quindi, intende portare un messaggio di speranza a tutti coloro che si ritrovano a vivere una situazione familiare particolare o a fronteggiare una condizione personale difficile: quello di non arrendersi mai davanti alle difficoltà che la vita ci riserva e al fato avverso; come del resto testimoniano i riferimenti (contenuti all’interno del romanzo) ai titanici personaggi che sono riusciti a cambiare il corso della storia nonostante fossero penalizzati da gravi handicap fisici, sociali o economici. Gli eventi raccontati, in sostanza, sono prettamente autobiografici: ho apportato solo qualche trasposizione di tempi e di luoghi al fine di far girare meglio la storia; ma non c’è stato alcun bisogno di caratterizzare i personaggi, né di inventare i dialoghi tra i protagonisti del libro o dialoghi interiori di Marco: quelli contenuti all’interno del romanzo corrispondono alla realtà che mi sono ritrovato a vivere durante la mia infanzia e adolescenza, compresi i sentimenti e le emozioni che provavo allora. Vi assicuro che è stata davvero dura affrontare quelle vicende; ma vi garantisco anche che esse mi ha fatto diventare molto, molto più forte di quanto avessi mai pensato di essere. A dimostrazione che, parafrasando Nietszche, quello che non riesce a ucciderti non fa altro che renderti più forte! Per cui, cari amici lettori, non scoraggiatevi mai davanti a nessun problema, per quanto insormontabile esso vi appaia. Forse vi si è presentato proprio per farvi tirare fuori tutta la grinta che avete e per consentirvi di diventare delle persone di gran lunga migliori di quanto ritenevate di essere.
  • Il metodo mnemonico che Carlos insegna a Marco è fenomenale. Lo hai inventato e brevettato tu di persona, vero? Vuoi parlarne ai nostri lettori?
    Certo. Ho ideato un semplice (e divertente) Sistema di Memorizzazione che consente di memorizzare rapidamente (e soprattutto permanentemente) le formule delle varie materie scolastiche (fisica, chimica, matematica, geometria, elettronica, elettrotecnica, statistica, economia, ecc.), nonché qualsiasi altra nozione di pertinenza scolastica (dalle date storiche ai dati geografici, dagli articoli di diritto fino a percentuali, costanti, numeri speciali, ecc.). In sintesi, tale sistema consiste nel trasformare l’informazione scolastica che ci occorre memorizzare in una spettacolare azione calcistica avente come protagonisti i Grandi Campioni del calcio mondiale. Vorrei sottolineare che tale sistema è applicabile al cento per cento. Del resto, la quantità e complessità di dati da ritenere è la stessa, sia se si vuole memorizzare un dato attinente alle materie scolastiche, sia se si vuole memorizzare un’informazione afferente al mondo del calcio. Prova a rifletterci un attimo: che differenza intercorre tra ricordare un dato calcistico piuttosto che un dato scolastico? Praticamente nessuna! I bit di memoria necessari alla memorizzazione del dato sono assolutamente gli stessi. Sai, durante la mia vita mi è più volte capitato di ascoltare un genitore o un insegnante che rimproverava il malcapitato bambino o adolescente di turno con la seguente frase: “Se tu conoscessi le materie scolastiche come conosci tutto quello che riguarda il calcio, sono sicuro che a scuola saresti un genio”. Così, nel corso degli anni, mi sono sempre chiesto se fosse possibile riuscire a coniugare le due cose: la scuola con il calcio. Ovvero lo studio con il divertimento. La conoscenza con la passione. Così è nata l’idea di trasformare il calcio in uno strumento per l’apprendimento: praticamente il sogno di tutti i ragazzi! In tal modo, inoltre, si potrebbe dar vita a quel connubio mondo dello sport-mondo della scuola da molti anni invocato dalle principali istituzioni che governano il calcio moderno e far acquistare al calcio la tanto auspicata funzione educativa; che, in questo caso specifico, diventerebbe anche una vera e propria funzione istruttiva.
  • Programmi per il futuro? Nuovi libri e progetti a cui stai lavorando?
    Il mio sogno nel cassetto è quello di riuscire a diffondere in tutto il mondo le tecniche mnemoniche che ho inventato, nella speranza che esse possano riavvicinare i ragazzi appassionati di calcio al mondo della scuola e aiutarli nell’apprendimento delle materie oggetto di insegnamento. A tal proposito, a settembre uscirà un mio secondo libro, completamente incentrato su tali mnemotecniche e intitolato “Più Calcio, più Memoria!”. Si tratta di un libro-manuale-gioco (così preferisco definirlo), al cui interno viene esplicato un innovativo metodo di apprendimento che consente di memorizzare agevolmente le materie scolastiche e gli argomenti dei concorsi; il tutto grazie alle gesta sportive dei grandi campioni del calcio mondiale. Un libro che pubblicherò assieme al prof. Franco Ascani, il presidente della Ficts (Fédération Internationale Cinéma Télévision Sportif), un’organizzazione no-profit che opera a livello mondiale e che da molti anni è riconosciuta dal Cio (il Comitato Olimpico Internazionale). Il libro, inoltre, potrà fregiarsi del patrocinio della stessa Ficts, il cui obiettivo conclamato è quello di “promuovere la cultura attraverso lo sport”, e sarà presentato durante le finali di Sport Movies & Tv (il Festival Mondiale per il Cinema, le Tv e il Web nello Sport) che si terranno a Milano dal 28 ottobre al 2 novembre prossimi. Un altro mio intento è quello di donare parte dei relativi proventi per realizzare opere di sostegno sociale a favore di ragazzi meno fortunati, al fine di offrire anche a loro la possibilità di sfruttare appieno le loro capacità.
  • “Sarò come Garrincha” è stato finalista al Premio Brera 2010 e sei stato invitato a presentarlo al Premio Bancarella 2011. Ce ne vuoi parlare? A cosa pensi che si debba il particolare successo del tuo libro?
    Credo che la gente, soprattutto in questo periodo di profonda crisi, sia economica che di valori, abbia bisogno di esempi positivi a cui ispirarsi e da cui trarre la forza necessaria per non mollare e per andare avanti. Che abbia bisogno di modelli positivi da cui attingere l’energia indispensabile per riuscire a superare le difficoltà contingenti e le preoccupazioni riguardo al futuro. Penso, quindi, che la “magia” che caratterizza il “mio” Garrincha risieda nel fortissimo messaggio di speranza di cui è latore e che intende trasmettere al potenziale lettore.
  • Una domanda a risposta diretta: Baggio o Del Piero? Nonostante la sconfinata stima che nutro nei confronti dell’altro nome menzionato nella domanda, la mia risposta è… Roberto Baggio! Oltre a essere stato un grandissimo campione, si è sempre dimostrato, in ogni occasione e qualunque latitudine, un esempio di rettitudine da imitare (sia in campo che nella vita privata) per i ragazzi (e non solo) di tutto il mondo.
  • Oggi lo staff di Zebuk vuole andare alla scoperta del mondo del calcio e dello sport in generale: ci dici i nomi di tre personaggi (esclusi calciatori) che hanno dato tanto al mondo sportivo e perché?
    • Lance Armstrong: colpito da una forma di tumore particolarmente aggressiva, gli fu attribuito solamente il 3% di possibilità di sopravvivenza: lui, però, grazie a una volontà incrollabile, è riuscito non solo a sconfiggere il terribile male che lo aveva assalito, ma anche a ritornare al ciclismo professionistico; e addirittura, nonostante fosse stato sottoposto a 5 velenosissimi cicli di chemioterapia, a vincere per 7 volte consecutive il Tour de France, la corsa a tappe unanimemente considerata come la più dura del pianeta; record attualmente ineguagliato e con cui ha sbalordito il mondo intero, dimostrando a tutti che, anche se si viene aggrediti dal fato avverso, non solo è possibile riprendere una vita normale, ma si possono anche compiere delle vere e proprie imprese.
    • Wilma Rudolph: ventesima di ventidue figli di una poverissima famiglia di colore del Tennessee all’epoca della segregazione razziale, nonostante da piccola fosse stata colpita dalla poliomielite e dalla conseguente paralisi della gamba sinistra, seppe superare tutte le difficoltà che il destino le aveva riservato; grazie al suo spirito indomabile, infatti, riuscì prima a trascinarsi con l’ausilio di un apparecchio correttivo, poi a camminare da sola e infine a correre come una bambina normale; inoltre, ebbe la forza e il coraggio per iniziare a praticare l’atletica, arrivando a commuovere il mondo intero vincendo tre medaglie d’oro alle Olimpiadi di Roma del 1960; e, addirittura, a stabilire due record del mondo, nei 100 metri e nella staffetta 4 x 100, nonché a eguagliare il record olimpico dei 200 metri.
    • Mohammed Alì: minacciato dal suo governo di essere privato del titolo di campione del mondo se non si fosse arruolato nell’esercito degli Stati Uniti (a quei tempi impegnato a combattere in Vietnam, una missione che lui non condivideva), non si piegò davanti a niente e a nessuno; tuttavia, dopo aver scontato 3 anni di carcere a causa del suo rifiuto e aver forzatamente perso i migliori anni della sua carriera sportiva, grazie al suo avvicinamento alla religione e all’illimitata fiducia nel suo talento, riuscì a sconfiggere un avversario molto più imponente, potente e giovane di lui; riprendendosi la corona iridata contro tutti i pronostici e diventando uno dei più fulgidi esempi di fede e di irriducibilità per tutti gli appassionati di boxe; in seguito, profondamente minato nel fisico dall’attacco del più subdolo dei nemici, il morbo di Parkinson, ha dimostrato per l’ennesima volta tutto il suo orgoglio, accendendo davanti a miliardi di telespettatori la torcia olimpica dei Giochi di Atlanta ’96; testimoniando a tutto il genere umano che si può continuare a vivere con estrema dignità anche se colpiti da un male orribile e che si può continuare a operare per il bene anche se estremamente debilitati nel corpo.
  • Sei un lettore? Chi sono i tuoi autori preferiti? E se tu potessi indossare i panni di un personaggio letterario, chi vorresti essere? E perché?
    Sono un lettore assiduo e, se così si può dire, “eclettico”; nel senso che mi piace spaziare tra generi diversi a seconda del mio stato d’animo e di quello di cui ho bisogno in quel particolare momento della mia vita: dai classici ai contemporanei, da Jack London a Carlos Ruiz Zafon, da Hermann Hesse a Gianrico Carofiglio, da Oriana Fallaci a Paolo Giordano, fino a Dan Brown e Fabio Volo; così come mi piace passare dalle biografie degli sportivi famosi (tipo Mohammed Alì) a quelle dei grandi mistici (come Paramhansa Yogananda), dalle vite dei santi (ad esempio San Francesco) a quelle delle guide spirituali (vedi Dalai Lama).

    • Per quanto concerne il personaggio di cui mi piacerebbe indossare i panni, se potessi scegliere… opterei per un personaggio dei fumetti: Clark Kent. Mi affascinano i supereroi riservati e gentili, perché portatori di un messaggio positivo: aiutare il prossimo in difficoltà, mantenendo sempre un comportamento irreprensibile e anche a costo di sacrificare qualcosa a livello personale.
    • Se, invece, devo scegliere per forza un personaggio letterario… vorrei essere il Martin Eden di Jack London. Perché non si è piegato davanti a nessuna difficoltà, non ha accettato nessun compromesso e si è battuto come un leone per difendere le proprie idee. Perché ha creduto ciecamente nelle proprie capacità ed è riuscito a raggiungere un obiettivo che tutti ritenevano impossibile e, infine, a realizzare il proprio grande sogno; a dispetto di tutte le previsioni sfavorevoli e di tutti i pregiudizi imperanti. Anche se, a dirla tutta, avrei preferito un finale diverso. Chissà… se si fosse avvicinato alla fede…
  • La domanda preferita dello staff di Zebuk: i libri al momento sul tuo comodino. In particolare: quale delle tue ultime letture consiglieresti al pubblico di Zebuk?Ultimamente sul mio comodino ci sono soprattutto grandi biografie: in questo preciso momento, quelle di Lance Armstrong, di Mohammed Alì, di Paramhansa Yogananda e di Nelson Mandela. Dalle esperienze di vita di questi titanici personaggi cerco di trarre dei preziosi insegnamenti che mi consentano di forgiare ulteriormente il mio carattere, di continuare a lottare per affermare i principi in cui credo e, soprattutto, di elevarmi moralmente e spiritualmente. Da loro ho imparato che la felicità non è legata al possesso di cose materiali o al raggiungimento di chissà quali risultati; dipende, invece, da un particolare modo di essere e di pensare e, quindi, di interpretare e di vivere la vita.
    • Per quel che concerne il libro da consigliare… beh… non ho nessun dubbio: il meraviglioso Siddharta di Hermann Hesse. L’avrò letto una ventina di volte e ogni volta mi fornisce nuove, preziosissime lezioni di vita; sotto questo aspetto è un libro assolutamente unico: man mano che mi immergo nella conoscenza dei principi della spiritualità buddista, infatti, riesco a scorgervi sempre nuove tematiche e ulteriori significati. La conclusione a cui sono giunto, grazie ai loro mirabili esempi di comportamento, è che occorre cancellare qualsiasi sentimento negativo che alberga dentro di noi (odio, rabbia, preoccupazione, invidia, ecc.) e coltivare esclusivamente sentimenti positivi (amore, perdono, compassione, gratitudine, ecc.). Sono convinto che se metti in circolo un karma positivo e disinteressato, prima o poi, ti ritorna indietro amplificato.
  • Se tu dovessi, in una sola frase, sintetizzare tutto il tuo libro, quale sarebbe la frase giusta da dire? Se ci credi fermamente, con tutto te stesso, niente è impossibile! Per cui… fai come Garrincha: sii più forte delle difficoltà, più forte della malattia, più forte di tutto. Supera i limiti che ti sei autoimposto ed esprimiti al massimo delle tue potenzialità. Allora, che aspetti? Scendi in campo e realizza tutti i tuoi sogni!

Un grazie a Lucio Schiuma per questa bella chiacchierata e, dopo un finale così entusiastico… tutti di corsa a dare il massimo!

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

31 COMMENTS

    • Attraverso la poesia del ricordo si innalza un inno alla forza salvifica del sogno,si riverbera un messaggio di luce,la luce imperitura dei grandi ideali dell’umanità e si scrive con pacata dolcezza la speranza in un mondo migliore a partire dalla costruzione di sè nel mondo attraverso una parabola a tratti epica,avvincente,romantica..un moderno breviario dell’anima per quel popolo silente di erranti sognatori……

  1. Straordinaria intervista!!!!!Dietro ad un libro bellissimo non ci poteva che essere un autore straondinario,e dalla grande personalità fuori dal comune. Nella società di oggi c’è bisogno di esempi positivi come questi.Un grazie di cuore a Zebuk per queste emozioni.

  2. Meravigliosa intervista degna di un autore meraviglioso.Leggere il suo libro mi ha emozionata molto autoconvincendomi che nella vita si può tutto basta volerlo veramente,grazie Lucio per aver riacceso in me la positività che spesso presa dai tanti problemi della vita si é portati a pardere…..aspetto il tuo secondo capolovaro che sono sicura mi darà altre emozioni….

  3. Ho letto questo libro, che ho trovato interessante non solo per il taglio della scrittura, quasi cinematografica, ma soprattutto per le tematiche nuove e per le proposte operative dirette al mondo dei giovani. Devo dire che in questo sito si operano scelte sempre molto accurate, che denotano un’attenzione scrupolosa alle nuove frontiere della letteratura, ben al di là dei prodotti stereotipati che il mercato impone. Complimenti

  4. Dopo tutti questi complimenti ricevuti be’ che dire di piu’………….un autore che racconta in maniera emozionante un pezzo di vita di un ragazzo che nel peggior momento riesce a ritrovare fiducia in se stesso e guardare la vita in modo positivo, bravo LUCIO

  5. Un’intervista di grande spessore e profondità che lascia trasparire la personalità forte ed allo stesso tempo sensibile di un vero uomo!
    Complimenti Lucio

  6. Lucio!!!!altro che Clark Kent!!!
    da quello che dici, da quello che scrivi viene fuori che sei tu stesso un supereroe riservato, gentile e ricco di messaggi positivi, propio come quelli del tuo libro e di questa intervista.
    Complimenti vivissimi a te e alla redazione.

  7. «È proprio in questi momenti che devi riuscire a tirare fuori tutto te stesso. È proprio quando tutti sono esausti che devi riuscire ad attingere alle tue riserve di energie nascoste. È proprio quando tutti sembrano sul punto di mollare che devi riuscire a vincere la partita. Anche da solo, se necessario, con una tua singola giocata. È proprio questo che ti renderà migliore di tutti gli altri. La capacità si soffrire! La capacità di reagire quando tutto sembra volgere contro di te. La capacità di compiere sempre e comunque un passo in più degli avversari. La capacità di rimanere in piedi quando anche tutti i tuoi compagni si sono ormai arresi. La capacità di non arrendersi mai di fronte a nessun nemico e di lottare fino all’ultimo secondo. È questo che distingue il grande campione dal buon calciatore. È questo che fa la vera differenza». Un romanzo meraviglioso, intenso, una storia di tenacia, di speranza e di rivincita. Un messaggio forte, importante e di fiducia: non bisogna mai arrendersi nella vita, nemmeno davanti a difficoltà fisiche o sociali. Ricco di stupende citazioni e spunti interessanti anche per i ragazzi. Da non perdere.
    In bocca al lupo Lucio!!!

  8. romanzo straordario come straordinario è il suo autore…..il futuro è giovane e voi giovani prendete esempio,nn arrendetevi”quello che nn riesce ad ucciderti nn fa altro che renderti piu forte”…..complimenti e in bocca al lupo Lucio!!!!!;-)

  9. L’intervista appena letta….alcune frasi di Garrincha (Bellissimo libro) che sono rimaste attaccate al cuore…la fortuna di conoscere personalmente l’autore…la sua forza..il suo carattere…la spasmodica voglia di raccontarsi e gridare in ogni angolo del mondo a coloro che sono meno fortunati che lo spirito, la voglia di rimettersi in gioco, il cuore, sono cio’ che nessuno puo’ toccare, manovrare, manipolare….anzi solo attraverso questa straordinarieta’ che ognuno possiede, si puo’ superare gli ostacoli della vita,anche quelli piu’ insormontabili…
    Credo, che la lettura di “Saro’ com Garrincha”, restituisce ancor di piu’ ,col passare del tempo , il suo insegnamento…e spesso nel momento in cui sento di essere arrendevole…alcune citazioni..frasi del libro arrivano come i Gong delle campane dentro me..a risvegliare lo spirito.
    Lucio….Se a 40 c’e’ ancora un infinita’ da imparare…sono meravigliosamente impaziente di poter succhiare ancora del sapiente nettare della vita dal tuo prossimo romanzo…ed orgoglioso di essere un tuo lettore!
    A presto

  10. Se dovessi scrivere un libro lo intitolerei “SARO’ COME SCHIUMA”…!
    La scrittura di Lucio è un bel pensare, oggi più che mai, un respiro, un sorso di lezione di vita, ecco perchè Lucio è come la birra, non è buona
    se non ha la SCHIUMA…
    Grazie Lucio.

  11. Intervista emozionante fatta di domande puntuali e di risposte di spessore!
    In un simile momento storico in cui la cultura ed il buonsenso sembrano aver abdicato al pressapochismo lavorativo e valoriale, in cui le speranze di miglioramento personale e di crescita sono costantemente abbattute da un sistema sociale che preferisce la conservazione di uno status di mediocrità, purché conosciuto, ad uno status presumibilmente migliore ma che porta con sé una dose di rischio, un libro come “Sarò come Garrincha”, dà al lettore uno spaccato di quella vita vissuta con passione e dedizione, con impegno e sacrificio, con tenacia e determinazione che alla maggior parte dei giovani di oggi manca in modo incisivo; un ritorno alla dimensione interiore di rispetto di se stessi e degli altri è quello che oggi occorre a questa nostra società nella quale l’Essere si è lasciato comprare dall’Apparire, sperando che la sua nuova identità, fintamente svuotata, potesse trovare un posto nel mondo. Ma, come si sa, l’Essere vestito di Apparire ricorda l’inadeguatezza della cornacchia della favola di Esopo che si vestì delle piume più colorate che perdevano gli altri uccelli per apparire diversa da sé e finendo poi con l’essere solamente umiliata.
    Così come Lucio, anche io amo il personaggio di Clak Kent, un supereroe senza tempo che non calpesta mai l’altro da sé e mantiene la linearità della propria mission esistenziale.
    “Sarò come Garrincha” è l’iniezione di coraggio e abnegazione che dovremmo fare tutti noi tutte le mattine, per affrontare con convinzione esistenziale ogni giorno che sorge!!!!
    :D!!

  12. Complimenti alla redazione per aver fatto un’intervista in cui emerge il tessuto interiore dell’uomo Lucio Schiuma.Il valore dello scrittore lo si evince chiaramente dalle pagine del libro.Visto che “se ci credi fermamente, con tutto te stesso, niente è impossibile!”beh auguro a Lucio di coronare i sogni esternati nell’intervista.

  13. caro amico,

    due piccole considerazioni: STUPENDA analisi della realtà e ONESTA visione della vita.

    Continua con lo stesso entusiasmo e con la grinta che ti ha contraddistinto anche sui campi da gioco…

    solo con un atteggiamento positivo neri confronti delle problematiche riusciremo a realizzare i nostri sogni e a da re speranza allew persone chew credono in noi

    con affettop Giuseppe

  14. Le profonde parole che arrivano dal ragazzo altrettanto grande, sensibile e onesto che ben conosco e che finalmente, dopo un difficoltoso percorso di vita ha raggiunto il suo più grande riscatto. Bellissima intervista! Sei riuscito a coronare il tuo sogno e a trasmettere importanti insegnamenti a grandi e piccoli attraverso la tua scrittura..ora attendo il seguito!
    Con tanta stima. Complimenti ancora!
    Tonino

  15. Un libro scritto con il cuore e l’anima….una lettura che ti scatena le emozioni che hai sempre provato e non hai mai osato confessare a nessuno! Tutti siamo stati “ragazzi”, tutti in qualche modo siamo stati “Marco e Laura”…complimenti a Lucio

  16. Ciao. Mi chiamo Enza e sono una nuova visitatrice. Non avrei mai creduto che sarei riuscita a innamorarmi di un romanzo vertente sul calcio. Anche se, a dire la verità, il calcio costituisce solamente lo sfondo di questo meraviglioso libro. Un libro che invoglia le persone a inseguire caparbiamente i propri sogni e a non arrendersi mai davanti a nessuna difficoltà. Ma, al tempo stesso, anche un libro che tratteggia un amore puro e una vita consacrata a nobili ideali. Bravo Lucio! Complimenti anche a tutto lo staff delle redattrici: il sito è davvero ben fatto e denso di contenuti; e soprattutto mi sembra realizzato con tanta tanta passione. Da ora in poi lo seguirò con molta attenzione.

  17. Caro Lucio, mi commuove l’umiltà con cui ti presenti agli occhi degli altri, ancor più vista la grandezza e nobiltà d’animo che fanno di te una persona il cui sentire raggiunge anche i cuori induriti e ciechi alla vita e all’amore. Grazie Lucio, sei speciale, perchè tutti cerchiamo la felicità, quella felicità fatta di senso, alimetata dall’amore per la vita, motore perchè questa si illumini e infonda luce intorno: le tue parole insegnano a dirigerci proprio in questa direzione. Non smettere mai di scrivere. Un abbraccio

  18. Bello, bello, bello…questo libro mi ha davvero emozionato. Mi ha fatto ritornare ai tempi della mia adolescenza. Credo che sia un libro in cui si possano riconoscere tutti: dagli adolescenti di oggi a quelli che lo sono stati in passato. Tutti abbiamo sognato con un pallone tra le mani. O no? Inoltre, è così ricco di esempi stimolanti che ti spronano a tirare fuori il meglio di te stesso. A sfoderare la nostra grinta nascosta e a combattere per quello in cui crediamo. Da leggere…assolutamenteeeeeee……

  19. Quanti ricordi e quanta piacevole nostalgia della mia adolescenza che ho ritrovato in questo bellissimo racconto, quando aspettavo il momento in cui i ragazzini del rione venivano a giocare con il pallone proprio sotto casa mia! Il loro modo di giocare era semplice ma appassionato e creava quei sani momenti di aggregazione che ora si stanno perdendo. Marco è una persona speciale che davvero in pochi hanno saputo capire ed apprezzare, ma nel suo piccolo, grazie alla sua più grande passione, ha trovato una grande forza per conquistare il mondo! Grazie Lucio per averci trasmesso le tue gioie e le tue paure e per averci regalato una grande lezione di vita! Con affetto Annalisa

  20. Si allenò per circa un mese e mezzo. Tutti i pomeriggi. Per due ore, a volte anche tre, al giorno. Con il sole abbagliante e con la pioggia battente. Con il freddo pungente e con il vento sferzante. Nella polvere e nel fango. Con il sorriso e con il sudore. Nell’euforia e nella demoralizzazione. Allegro e dolorante. Tra molti alti e parecchi bassi. Più volte Marco fu sul punto di arrendersi. Ma Carlos riuscì sempre a impedirglielo. Ogni volta che lo vedeva sfinito e ansimante per lo sforzo, piegato in due con le mani sulle ginocchia, il busto proteso in avanti e la bocca spalancata alla disperata ricerca di ossigeno, lo esortava in tutte le maniere a non demordere. A non cedere mai.
    “E’ proprio in questi momenti che devi riuscire a tirare fuori tutto te stesso. E’ proprio quando tutti sono esausti che devi riuscire ad attingere alle tue riserve di energie nascoste. E’ proprio quando tutti sembrano sul punto di mollare che devi riuscire a vincere la partita. Anche da solo, se necessario, con una tua singola giocata. E’ proprio questo che ti renderà migliore di tutti gli altri. La capacità si soffrire! La capacità di reagire quando tutto sembra volgere contro di te. La capacità compiere sempre e comunque un passo in più degli avversari. La capacità di rimanere in piedi quando anche tutti i tuoi compagni si sono ormai arresi. La capacità di non arrendersi mai di fronte a nessun nemico e di lottare fino all’ultimo secondo. E’ questo che distingue il grande campione dal buon calciatore. E’ questo che fa la vera differenza.”
    Ora, secondo voi, accorre aggiungere altro per descrivere le emozioni e la forza che ti trasmette questo stupendo libro?
    Io leggo questa frase tutte le mattine e vi assicuro che mi conferisce l’energia necessaria per affrontare con la massima determinazione tutto il resto delle mie caotiche giornate.
    Lucio, ti faccio miei più sinceri complimenti e ti ringrazio per le meravigliose sensazioni che mi hai fatto provare!

  21. Ciao a tutte e a tutti!
    Innanzitutto ci tengo a ringraziare dal più profondo mio cuore l’intero staff di Zebuk: grazie, grazie, grazie!
    Mille volte grazie!
    Vi ringrazio per tutta l’attenzione che mi avete dedicato.
    Vi ringrazio per tutto lo spazio che mi avete riservato.
    Vi ringrazio per la stupenda recensione e per la bellissima intervista che mi avete confezionato.
    In secondo luogo desidero complimentarmi con tutte le ragazze della redazione: siete davvero bravissime e producete dei servizi fantastici!
    La vostra redazione è costituita dalle lettrici più entusiaste e sensibili che abbia mai avuto il piacere di incontrare, sia sul web che nella vita quotidiana.
    Si vede da un miglio di distanza che non lo fate per interesse o per mestiere e che siete divorate da una smisurata e ardente passione per la lettura.
    Continuate così ragazze!
    Siete delle meravigliose appassionate di lettura.
    Anzi, credo che la definizione giusta sia…delle meravigliose innamorate della lettura!
    Con grandissima stima e riconoscenza, Lucio Schiuma.

  22. Ciao Lucio, il tuo libro è sicuramente un piacevole ritorno al passato alla nostra adolescenza piena di sorrisi e pianti ma fatta di tanta semplicità,ecco perchè siamo cresciuti pieni di principi e valori cosa oggi rara… spero che il tuo libro aiuti i ragazzi di oggi, ai ragazzi in difficoltà o semplicemente chi sta affrontando un particolare momento di difficoltà nella sua vita che arrendersi senza combattere è la cosa più sbagliata che si possa fare, perciò facciamoci coraggio e andiamo avanti.In bocca al lupo e “Sarò come Garrincha.

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