Ogni tanto è piacevole leggere un libro un po’ in stile Kinsella, allegro e spensierato da una parte e con i problemi di tutti i giorni dall’altra.
Cassie, venticinquenne, vive a Londra nel lusso, con un bel lavoro che la rende indipendente e un ragazzo che la riempie di regali. Ma un giorno a causa della recessione Cassie perde il lavoro ed è costretta ad arrangiarsi facendo la dog-sitter per sopravvivere.
Poco dopo anche il fidanzato la lascia, dopo averla tradita con un’altra e la sua vita è un disastro. Per non pensare ai suoi problemi, decide di dedicarsi allo shopping sfrenato, mandando il conto corrente in rosso.
Nonostante le varie lamentele della sua coinquilina, nonché amica, non si decide a porre fine a tutto questo spendere irrefrenabile. Fino a che consultando un manuale sul risparmio di decide a mettere in atto il piano ammazza-crisi.
Ben presto Cassie si accorgerà che la vita che aveva condotto finora non le apparteneva e ritrova la felicità. Ma è un primo passo verso un nuovo stile di vita che le insegnerà a distinguere i veri amici e i veri fidanzati , a riscoprire i suoi desideri e la vera felicità.
Buona lettura.
TUTTA COLPA DEL TACCO 12
Amy Silver
Piemme, 2011. p. 288, € 17,50









Ecco.
Io non posso nemmeno dare la colpa al tacco 12, che non so nemmeno come sia fatto… 😀
Siamo in due Pole, io sono messa come te, ballerine e infradito forever!!!
Io al massimo arrivo al 6 senza stramazzare 😉
Ballerine no (per un odio viscerale che viene da un periodo mooolto lontano) ma se propri devo “alzarmi” un po’, l’unica cosa che ci riesce è una zeppa. Che sia di moda o no. E non parlatemi di tacchi, per carità… 😉
Che poi… mi piacciono anche a vederle, le scarpe col tacco… ma ai piedi delle altre, eh!?
Ecco per 6 intendevo zeppa , che i tacchi mi si incastrerebbero in ogni dove 😀
Ehm, il mio massimo è il tacco due… Che io sono proprio limitata, niente ballerine (che mi arriva la tallonite e poi con le gambe “importanti” che ho meglio evitare), niente tacchi alti che sembro una da alcool test, e niente zeppe che non mi ci trovo.