Il castello dei destini incrociati, Italo Calvino

In mezzo a un fitto bosco, un castello dava rifugio a quanti la notte aveva sorpreso in viaggio: cavalieri e dame, cortei reali e semplici viandanti.
Passai per un ponte levatoio sconnesso, smontai di sella in una corte buia, stallieri silenziosi presero in consegna il mio cavallo. Ero senza fiato; le gambe mi reggevano appena: da quando ero entrato nel bosco tali erano state le prove che mi erano occorse, gli incontri, le apparizioni, i duelli, che non riuscivo a ridare un ordine né ai movimenti né ai pensieri.

Inizia così questo fantastico gioco-racconto pubblicato da Italo Calvino nel 1973.

Del personaggio Calvino abbiamo già parlato abbondantemente, ne abbiamo scorto lati inattesi, abbiamo cercato di farcelo amico e di giocare con lui e con le fiabe che ci hanno fatto compagnia da piccoli.

E ancora una volta lui, con questo libro, sa conquistarci col suo saper scrivere e con la fantasia…

La trama

In un castello si ritrova per caso un gruppo di viaggiatori. Hanno tutti perso l’uso della parola e il loro unico modo di comunicare è rappresentato da un mazzo di tarocchi, le cui carte serviranno ad ognuno di essi per raccontare l’avventura appena vissuta.

“Mi sono applicato soprattutto a guardare i tarocchi con attenzione, con l’occhio di chi non sa cosa siano, e a trarne suggestioni e associazioni, a interpretarli secondo un’iconologia immaginaria. Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cuji riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla” [dalla “Nota” di Calvino all’edizione del 1973]

Le impressioni

Calvino è ancora una volta, per me, una scoperta.
La scoperta di come si possa giocare con le immagini e con la fantasia, di come si possano inventare mille storie diverse utilizzando i soliti simboli, visti in tante maniere diverse, visti con occhi diversi. 78 carte che rappresentano mondi, storie, persone e tanto altro.

“Racconto combinatorio”, “romanzo metanarrativo”… no, questa volta niente teoria; questa volta ho preferito lasciarmi andare alla fantasia. Sognare con gli occhi di chi ascolta la storia di un’avventura narrata da chi l’ha vissuta. Anzi, ascoltare senza udire e interpretare con la propria fantasia le carte che man mano vengono disposte sul tavolo, con un ordine chiaro e reale solo a chi l’avventura l’ha realmente vissuta, ma aperto a mille interpretazioni da chi quell’avventura la segue dall’esterno… la prossima volta rileggerò questo libro con un mazzo di tarocchi a disposizione, per vedere quante e quali variazioni sul tema la mia fantasia saprà proporre… 🙂

IL CASTELLO DEI DESTINI INCROCIATI
Italo Calvino
Mondadori (collana Oscar Opere di Italo Calvino), 1994, 100 pagine<

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