Persi in un buon libro, Jasper Fforde

“Un giorno,” disse, “capirai e, allora, ogni cosa ti apparirà più diversa di quanto tu possa sperare, attualmente, di immaginare.”

Con Persi in un buon libro Jasper Fforde ci porta in Inghilterra nel 1985 con Thursday Next, coraggiosa detective letteraria protagonista de “Il caso Jane Eyre”.
I distributori automatici distribuiscono libri per pochi soldi. La Goliath Corporation ha il monopolio dell’informazione.  Una nuova avventura, nuovi nemici e vecchie conoscenze, ma, soprattutto, tanti altri buoni libri in cui perdersi… 

Thusday nella precedente storia ha salvato Jane Eyre, catturata da Acheron Hades e aver trovato Landen, il suo amato e potrebbe riposarsi, invece di godersi la sua vita matrimoniale, riaffronta nuove sfide. Sono stati trovati due falsi di Shakspeare e il mondo è minacciato. La Goliath Corporation vuole che venga liberato Jack Schitt, che Thursday ha catturato tempo fa e per riuscirci sradicano Landen dal tempo.  Thursday ha bisogno di un rifugio per partorire il figlio che ha in grembo e di nuovi alleati, deve entrare in un altro mondo, il mondo dei libri, immenso e misterioso. Questo mondo le offre riparo, per entrarci basta leggere, dimenticandosi di tutto e… perdendosi in un buon libro.

Ho trovato il libro un po’ frammentario, senza un vero e proprio filo conduttore, anche se la storia è coinvolgente, si rischia di perdersi tra i vari episodi del libro. Sicuramente consiglio di leggere il primo libro perché a me , che non l’ho fatto è mancato un po’ l’inizio della storia , ed ho faticato un pò a comprenderla.

PERSI IN UN BUON LIBRO
Jasper Fforde
Edizioni Marcos y Marcos, 2007, p.412, €. 17,00

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

1 COMMENT

  1. Sto leggendo il seguito della saga e… sì, di sicuro leggerò anche il primo. E questo, anche, perché mi sta affascinando questo mondo parallelo dei libri in cui ci si può perdere…
    Magari fosse vero: mi prenderei subito un anno di ferie, anche non retribuite! ;D

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