
Io penso che da noi non c’è più questa parola, è sparita dalla nostra vita. Una volta ci vergognavamo di aver preso 4. Adesso no. Nessuno si vergogna di farsi trovare impreparato, di dire che non ha studiato, di fare scena muta a un’interrogazione o di balbettare quattro frasi in croce sconclusionate.
Un libro, definito anche un saggio, di cui ho condiviso molti punti.
La recensione di Togliamo il disturbo, Paola Mastrocola
Togliamo il disturbo racconta molte amare verità, testimonianze di ragazzi che fanno molti errori ortografici o che non sanno calcolare il minimo comune multiplo, una scuola che ha molte lacune.
Non tutti nascono soldati o sacerdoti o studiosi. C’è anche chi nasce fabbro, panettiere, meccanico, fotografo. Perché torciamo i giovani? Perché obblighiamo tutti a studiare?
Lo studio non è un obbligo, ci sono molti mestieri belli che nessuno vuole più fare, bisogna andare a scuola solo se veramente si ha voglia di studiare, “non a scaldare il banco”. Non si deve studiare perché imposto dalla famiglia, ma la scuola deve essere un piacere, il conoscere lo deve essere. La scuola è diventata un luogo per socializzare e non per studiare. Mastrocola parte dicendo che spesso la scuola penalizza i più deboli fino ad arrivare a dire che per molti studiare grammatica o storia è noioso. La scuola per alcune cose è “vecchia” in quanto i ragazzi oggi sono “nativi digitali” anche se è forse è questo senso di vuoto che porta i giovani a passare tante ore on line.
Una visione della scuola molto realistica, perché credo che se uno decida di fare il falegname o l’idraulico deciderà da solo se in futuro vorrà leggere Kant, senza essere obbligato e non gli verrà imposto, perché comunque si può vivere lo stesso anche senza aver letto Kant, meglio una cosa fatta con il cuore che fatta tanto per fare, perchè poi verrà dimenticata.
E’ fondamentale capire per che cosa siamo nati, la scuola deve darci le basi per farci capire se siamo portati per un lavoro manuale o per studiare e in entrambi i casi non ci si deve mai vergognare della scelta fatta.
Togliamo il disturbo
Paola Mastrocola,
Guanda, 2011, p. 271, € 17,00
ISBN 9788860881649









Interessante …
Condivido il pensiero di Paola Mastrocola. Ho letto quasi tutti i suoi libri, e passa chiaro un messaggio: ciascuno ha il diritto di determinare il proprio futuro, la propria felicità, senza farsi condizionare dalle mode, dai “dictat” educativi, dalle convenzioni. Insomma, non aver paura di restare soli, da accettare di essere visti diversi, di vivere pienamente e felicemente la propria vita, che si studi o si facciano palline di pane per andare a pescare. Lo condivido per il semplice fatto che mi ci sono trovato in mezzo. Da sempre ho mal sopportato le imposizioni, andare a scula per molti versi lo era. Eppure, col tempo ho scoperto dentro di me la passione per la lettura e per le cose belle (arte, natura…). Ora posso dire di acere una bouna cultura generale, e a 50 anni passati ancora tanta e tanta passione per la ricerca, e curiosità da vendere. Certo, qualcosa ho di rimpianto. Magari qualche prof con più passione nell’insegnare la propria materia, o un po’ più di impegno personale, magari, dico… Ma è andata così. Auguro ai futuri adulti di costruire la propria vita su basi solide, che non crollino a ogni “zap” da un canale all’altro della TV, o quando si spengono computer o IPad… Auguri. E grazie prof per aver proposto un punta di vista così stimolante sulla scuola e sulla società contemporanea. Almeno quella italiana.