Donne in viaggio. Storie e itinerari di emancipazione, Lucie Azema

Per secoli partire all’avventura è stato un privilegio riservato agli uomini: mentre Ulisse viaggia per il mondo e compie grandi imprese, Penelope resta immobile e sopporta l’attesa.

La recensione di Donne in viaggio. Storie e itinerari di emancipazione, Lucie Azema

La scrittrice e giornalista francese Lucie Azema osserva l’esperienza del viaggio attraverso una lente femminista, smontando e analizzando pezzo per pezzo la narrazione maschile dell’esplorazione, vista sempre più come conquista e possesso di corpi che come momento di scoperta e conoscenza. Erotizzando i luoghi, che vengono considerati alla stregua delle donne, oggetti da conquistare, da consumare, da dominare, anche attraverso l’uso della violenza.
Azema ricostruisce il tema del viaggio d’avventura dimostrando in più di una situazione quanto ancora oggi viaggiare – per una donna, magari sola – sia un atto difficile ma sempre più necessario: soprattutto per evidenziare quanto il viaggio d’avventura sia stato nei secoli (ma purtroppo ancora oggi) un privilegio riservato solo agli uomini, e quanto le donne che l’hanno affrontato siano state contrastate, rese invisibili, ridicolizzate, o addirittura descritte come “avventuriere” nel senso negativo del termine. Poco di buono, insomma.
Attraverso le storie delle viaggiatrici del passato dimenticate o cancellate dalla storia riscritta dagli uomini, da Alexandra David-Néel ad Annemarie Schwarzenbach, chiamando a dialogare con noi personaggi come Virginia Woolf e Simone de Beauvoir, la scrittrice francese Benoîte Groult, nota per i suoi saggi dedicati alla condizione delle donne, Azema “traccia un vero e proprio itinerario di emancipazione attorno a un rito decisivo: quello del viaggio come scoperta di sé e della propria libertà.”

Tutte queste viaggiatrici hanno creduto e credono nella possibilità di un altrove, tutte tendono a una libertà intransigente, e tutte rifiutano di essere destinate ai doveri legati al loro genere. Hanno dovuto rompere non solo le catene che avevano attorno, ma anche quelle che avevano dentro. Così facendo, hanno provato non solo a essere libere di viaggiare, ma anche libere per viaggiare.

La mia opinione su Donne in viaggio. Storie e itinerari di emancipazione, Lucie Azema

Da un po’ di tempo a questa parte faccio vere e proprie incursioni in biblioteca, in libreria, negli scaffali degli amici, e via così, alla ricerca di libri che parlino di donne, che parlino alle donne, che parlino da donna a donna.
Libri “femministi”.
Libri che ne osservino i punti di vista, che descrivano la storia della donna nel tempo, che raccontino come è stata considerata, quanto abbia fatto per “evolversi”.
E ammetto che c’è moltissimo da imparare, moltissimo ancora da fare. Forse è per me un modo di correggere / confermare la strada che sto percorrendo, ora che – mi dicono dalla regìa – non sono più una ragazzina, e ho una figlia che si sta avvicinando (mancano solo due settimane!) all’età adulta. Forse è perché gli eventi di questi ultimi periodi non mi stanno dando moltissima fiducia nell’umanità in genere e negli uomini (non tutti, certo) in particolare.
Donne in viaggio. Storie e itinerari di emancipazione di Lucie Azema, è un saggio che approfondisce il tema del viaggio – d’avventura in particolar modo – visto dal punto di osservazione della donna in quanto essere di genere femminile, descrivendo allo stesso tempo la chiusura degli universi femminili, le mura (materiali o immateriali) che spesso circondano il genere femminile e che sono state costruite in teoria proprio per proteggerle (!).

Il timore di uscire da sole per il rischio di subire aggressioni, molestie o ulteriori azioni criminali, fa parte purtroppo del bagaglio culturale di ognuna di noi. I fatti di cronaca parlano chiaro e nessuno riesce a contrastare questa orribile escalation di orrore.
Invece di costruire coscienze e culture capaci di prevenire questo tipo di violenza, rendendo più sicure le strade e i luoghi pubblici, si preferisce / si rende tutto più facile (non certo alle donne) limitando la libertà di movimento nello spazio pubblico per i corpi femminili.

Donne in viaggio è stata una lettura affascinante, piena di parti da sottolineare e di riferimenti da recuperare e approfondire. Un modo per vedere il mondo con gli occhi un pochino più aperti di quanto ci abbiano mai concesso di aprire.

L’autrice

Lucie Azema (1989) è una giornalista, viaggiatrice e femminista francese. Dopo aver vissuto in Libano, in India e in Turchia, si trasferisce a Teheran nel 2017. Ha collaborato con Courrier Expat e Courrier international. Donne in viaggio, uscito in Francia per Flammarion nel 2021, è il suo primo libro. Nel 2022 ha pubblicato Le strade del tè. Sorseggiare il tempo.

Donne in viaggio. Storie e itinerari di emancipazione
Lucie Azema
Edizioni Tlon, 2022, p. 247, €. 18,00

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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