“Eccolo”, disse l’infermiera.
Gli occhi di Mister Button seguirono il dito puntato, e questo è ciò che vide.
Avvolto in una voluminosa coperta bianca, e in parte ficcato in una culla, stava seduto un vecchio all’apparenza sui settant’anni. I radi capelli erano quasi bianchi, e dal mento stillava una lunga barba grigio fumo, che ondeggiava in modo assurdo, sospinta dalla corrente che proveniva dalla finestra. Questi sollevò lo sguardo su Mister Button con occhi offuscati e sbiaditi nei quali si annidava un confuso interrogativo.
“Sono diventato pazzo?”, tuonò Mister Button, col terrore che sfociava in rabbia. “Cos’è questo, un pessimo scherzo da dottori?”.
“A noi non sembra affatto uno scherzo – replicò secca l’infermiera. – E non so dirle se lei sia pazzo o meno, ma so di certo che questo è suo figlio”.
La trama
La vita scorre all’indietro, per Benjamin Button. In un giorno d’estate del 1860, per un inspiegabile scherzo del destino, lui nasce già vecchio: un uomo dell’apparente età di settant’anni, dentro una culla. E poi comincia a ringiovanire, muovendosi controcorrente rispetto alla Storia. Mentre la buona borghesia di Baltimora, a cui appartiene anche suo padre, osserva con un misto di meraviglia, imbarazzo e riprovazione. Un raffinato graphic novel, basato su quello che F. Scott Fitzgerald considerava il suo racconto più divertente. Lo stesso da cui David Fincher ha tratto il suo film interpretato da Brad Pitt e Cate Blanchett.
Considerazioni finali
Di solito mi capita prima di leggere un romanzo e poi di vederne la trasposizione cinematografica.
In questo caso, e un po’ mi pesa ammetterlo, ho fatto l’inverso.
Mi pesa perchè Francis Scott Fitzgerald è uno dei miei autori preferiti di tutti i tempi…eppure questo racconto breve mi era proprio sfuggito.
Che l’idea di partenza è strepitosamente (si potrà dire??) creativa e innovativa.
Un tizio che nasce vecchio e, man mano che cresce ringiovanisce.
Che non è proprio la stessa cosa che essere eterni.
Ma comunque ti fa vedere il mondo con occhi diversi, ti costringe a dire addio a persone che invecchiano e muoiono quando tu, invece, rientri di diritto nella pubertà e poi nell’infanzia.
Un viaggio a ritroso nel quale la saggezza si conquista in tenera età anzichè raggiunto il tramonto della vita.
E scritto in modo magistrale.
Ma questo, per il papà di Gatsby era una cosa che gli veniva fin troppo facile.
Il curioso caso di Benjamin Button
Francis Scott Fitzgerald
Guanda (Guanda Graphic), 128 pag., € 16,00
ISBN 9788860884350









L’ho letto anch’io, attratta in biblioteca dalla copertina… e mi è piaciuta tantissimo la storia. Sì, è scritta da un grande, sì 🙂
L’idea è geniale … devo leggerlo