La casa sull’albero, Bianca Pitzorno

Un albero davvero singolare.
A prima vista poteva sembrare un albero come tutti gli altri. Stava nel mezzo di un prato leggermente in discesa. Aveva un tronco piuttosto grosso e una chioma folta e voluminosa.
Il tronco era ricoperto da una rugosa corteccia marrone e nodose radici affioravano dal terreno.
Le foglie erano verdi e folte, ma stavano troppo in alto perché si potesse vedere esattamente la loro forma. Ai piedi dell’albero c’erano ciuffi d’erba, margheritine, ciottoli e, dopo la pioggia, qualche fungo dal cappello rosso, proprio come nelle illustrazioni dei libri. Sui rami c’erano fiori e frutti, farfalle api, uccellini…Un albero come tutti gli altri, insomma!
Ma, a guardare bene, si scopriva una porticina nascosta in basso fra le radici nodose. Una porticina abbastanza grande per poterci passare attraverso senza rimanere incastrati (a patto di non essere troppo grassi). Il tronco infatti era cavo, e dentro c’era una scaletta a chiocciola che portava in alto ai rami pieni di foglie. Non solo, ma sulla parte esterna del tronco alcuni spuntoni di rami tagliati ad altezza crescente formavano ottimi gradini o appigli per chi volesse arrampicarsi senza passare per la porticina segreta.
Naturalmente Aglaia preferiva questa scaletta esterna e ci saliva veloce come uno scoiattolo. Aglaia aveva otto anni, e abitava sull’albero insieme con la sua amica Bianca, che invece era una persona grande.

La trama di La casa sull’albero di Bianca Pitzorno

Due amiche, un’adulta e una bambina, stanche dei loro appartamenti di città, decidono di andare a vivere insieme su un albero. Costruiscono una casa tra i rami e si dedicano alle attività piú divertenti, convinte di essere le uniche abitanti di quell’universo verde e accogliente. Ma scopriranno presto che l’albero non è un’isola deserta: che bisogna dividerlo con condomini poco amichevoli, che bisogna accogliervi neonati abbandonati e animali mutanti, che bisogna difenderlo da persone malintenzionate. Cosí, in una girandola di scontri e di incontri, di situazioni assurde, di paura e di risate, la piccola comunità impara a convivere, recitando per il lettore un esilarante teatrino…

La mia opinione di La casa sull’albero di Bianca Pitzorno

L’ho letto in tre ore e questo fa capire molto di questa bella storia.
Che sa di ecologia ma non solo; che parla di quanto sia importante curare la natura ma anche i rapporti con gli altri, persone, cose o animali che siano.
Il linguaggio di Bianca Pitzorno è davvero molto efficace: sa tirar fuori il meglio ed il peggio di tutti noi, sa parlare di natura e di sentimenti in modo semplice, diretto, spontaneo…
Un bel libro, piacevole, divertente, che consiglio a chi ha voglia di tornare per qualche ora ai sogni ed alle avventure di quando eravamo piccoli e sognavamo di abitare sugli alberi, come un certo Barone di altre storie… 😉

N.B.: E perché la storia delle due amiche possa essere davvero rappresentata a teatro dai bambini lettori – in casa o a scuola – al testo narrato da Bianca Pitzorno si aggiunge in questo volume la versione teatrale scritta da Roberto Piumini.
Splendida! 🙂

***

La casa sull’albero
Bianca Pitzorno
(illustratore Quentin Blake)
Mondadori (collana Contemporanea), 2007, pagg. 180, € 16,00
ISBN: 978880457051
Età di lettura: da 9 anni

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