L’arciere di Azincourt, Bernard Cornwell

In un giorno d’inverno dell’anno 1413, poco prima di Natale, Nicholas Hook decise di uccidere un uomo.
Era una giornata fredda. Durante la notte uno spesso strato di brina aveva ricoperto ogni cosa e il sole di mezzogiorno non era riuscito a sciogliere quel manto bianco che pesava sull’erba. Non c’era neppure un alito di vento e tutto era pallido, raggelato e immobile quando Hook scorse Tom Perrill sul sentiero sconnesso che dalla collina boscosa portava ai pascoli attorno al mulino.

La trama

Può, chi nasce sotto una cattiva stella, sfidare la sorte e vincere? Può, un solo uomo, tener testa a un intero esercito e cambiare l’esito di una guerra? Quella di Azincourt è una delle battaglie più famose della storia, teatro di uno scontro disperato tra l’esercito inglese e quello francese. Era il 25 ottobre 1415. Per gli inglesi rappresentò una straordinaria vittoria, che assunse dimensioni epiche molto prima che Shakespeare la immortalasse nel suo Enrico V… Nicholas Hook è un arciere inglese di umili origini che, per salvarsi da una condanna a morte, parte come mercenario per difendere Soissons, la città in mano al duca di Borgogna. Le informazioni che riporta in patria sulle atrocità dell’assedio, unite alla sua abilità nel combattere, gli fanno guadagnare credito presso re Enrico V, che lo vuole con sé nella campagna diretta alla conquista della corona francese. Là, sulla piana di Azincourt, i nemici, in netta superiorità numerica, verranno sconfitti in una battaglia nella quale Hook avrà un ruolo cruciale. Dal maestro del romanzo storico Bernard Cornwell, un’opera che rappresenta un unicum nella sua produzione: una vicenda costruita su una rigorosa documentazione, capace di far rivivere in tutta la sua realtà una delle battaglie più drammatiche della storia.

Il maggior pregio di Bernard Cornwell, secondo me, è quello di descrivere con la dovizia di particolari di uno studioso i grandi avvenimenti della storia inglese.
Ma senza apparire noioso.
Anzi, i suoi romanzi, così carichi di battaglie, odio, grandi passioni, scene spesso cruente hanno il giusto mix di avventura da riuscire ad incuriosire e poi conquistare i lettori.
Resta anche soprattutto il fascino che certe epoche risvegliano in chi legge le storie narrate da Conrwell.
E quest’arciere, che sembra condannato ad una fine poco gloriosa, sin dall’inizio del romanzo, riesce a capovolgere il suo destino e a decidere da solo le sue sorti.
L’arciere di Azincourt è, di fatto, il primo libro di Bernard Cornwell che leggo.
Avevo sempre sentito parlare in modo positivo di quest’autore.
E ora, dopo il mio primo appassionante viaggio a ritroso nel tempo, so anche perchè.

L’arciere di Azincourt
Bernard Corwell
Tea Due, 2011, 447 pag., € 8,90
ISBN 9788850224906

Silbietta
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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