La rivolta degli angeli, Anatole France

Il palazzo d’Esparvieu innalza, all’ombra di Saint-Sulpice, i suoi tre piani austeri, tra un cortile verde di muschio ed un giardino che, di generazione in generazione, si va restringendo per i nuovi fabbricati sempre più alti e vicini e nel quale due vecchi castagni levano ancora verso il cielo i loro rami avvizziti. È là che visse, dal 1825 al 1857, il grand’uomo della famiglia, Alessandro Bussart d’Esparvieu, che fu vice presidente del Consiglio di Stato nel governo di Luglio, membro dell’Accademia delle Scienze morali e politiche e autore del Saggio sulle istituzioni religiose e civili dei popoli, opera in tre grossi volumi in ottavo che purtroppo rimase incompiuta.

La trama

Su Parigi piovono angeli. Ogni giorno qualche puro spirito, disgustato dalla monotonia della beatitudine, abbandona il cielo, s’incarna e vive come un parigino di inizio ’900 (è questa l’epoca del romanzo). Non sono messaggeri divini, ma personaggi alla Wim Wenders: hanno deciso, come i suoi angeli sopra Berlino, che è più interessante cavarsela da soli sulla terra piuttosto che durare eternamente nella contemplazione divina.
Un avido banchiere, un musicista bohémien, un’anarchica affascinante: sono tutti angeli, anche se nessuno fra gli uomini lo sospetta. È una sorta di invasione degli ultracorpi, pacifica fino a quando Arcade, bellissimo angelo custode, non concepisce un folle progetto: rovesciare Dio, ripetere l’impresa tentata da Lucifero prima che il tempo avesse inizio. Sono stati i libri a perdere Arcade: ne ha divorati a migliaia nella biblioteca del suo custodito, il giovane aristocratico Maurice d’Esparvieu. Tanta scienza gli ha insegnato che il mondo non è la valle di lacrime descritta dai preti e ha suscitato in lui un’inestinguibile sete di vendetta contro il Dio uno e trino. Ma a Parigi è difficile pensare solo alla guerra: ci sono troppe belle donne disponibili ad avventure galanti; ci sono i loro innamorati da sfidare a duello; c’è la polizia da cui scappare, perché per un angelo è facile essere scambiato per un rivoluzionario…
In un’atmosfera molto francese di tranquilla amoralità, sotto l’impero della galanteria, France svolge una trama divertentissima, ma composta delle questioni più serie: la guerra in cielo è un trasparente riferimento al massacro del 1914; l’arrogante Dio della Bibbia è il simbolo della spietatezza di ogni potere. La rivolta degli angeli racconta, con linguaggio rapido e secco, “cose tali da far arrossire non solo un carrozziere, ciò che non è dir molto, ma persino una parigina!”.
La prefazione di Roberto Saviano e le illustrazioni originali di Carlègle del 1925 fanno del libro un autentico gioiello.

Un libro ironico, intelligente, un affresco della società parigina di inizio ‘900.

Una gran bella lettura che consiglio vivamente a tutti.

 

La rivolta degli Angeli
Anatole France
a cura di Roberto Saviano
Meridiano Zero (Sottozero), 2009, 318 pag., € 9,00
ISBN9788882372002

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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