La cucina del buon gusto, Simonetta Agnello Hornby, Maria Rosario Lazzati

Ride il cuore che mangia in compagnia.

La recensione di La cucina del buon gusto diSimonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati

Dopo averci deliziato con i ricordi e le ricette della sua infanzia e della sue estati in Un filo d’olio Simonetta torna a parlare di cucina insieme a Rosario, cuoca e scrittrice milanese, grazie a un intervento per così dire divino. Infatti, come racconta lei stessa, un giorno in biblioteca si imbatte negli scritti di Savarin, cuoco francese della seconda metà del settecento, e rimane folgorata dalle regole enunciate nelle pagine della sua guida. Ciò che particolarmente stuzzica la fantasia della scrittrice siciliana è la genesique  cioè il sesto senso che, secondo il Savarin, una buona cena dovrebbe risvegliare e acutizzare. Ma cos’è questo genesique? Detto in parole semplici è lo stare bene, quella sensazione di benessere e appagamento fisico e mentale che ci rilassa e ci avvolge dopo un buon pranzo.

La mia opinione su La cucina del buon gusto di Simonetta Agnello Hornby e Maria Rosario Lazzati

Partendo dagli scritti del Savarin, Simonetta, insieme a Rosario, medita e discute su quanto sia attuale ciò che dice il cuoco francese.

C’è cosa migliore che organizzare cene dove gli ospiti si divertono, mangiano cose buone pensate per loro e dove la conversazione non langue mai?

Le due autrici, ripercorrendo le proprie memorie familiari, ragionano insieme ai lettori e alla fine quello che ne esce non è tanto un romanzo quanto un trattato su come , usando le proprie esperienze passate e presenti, e facendo tesoro delle ricette familiari riviste e corrette, si possa far felice qualsiasi ospite. Certo capiterà di far pasticci o di spaventare a morte, con dolci tipici siciliani, i poveri amici indiani però di tutto si fa tesoro.

Alla fine di ogni capitolo ci sono alcune ricette e accorgimenti da mettere in pratica; alcune a casa mia sono già state provate ed inserite con estrema soddisfazione nel menù settimanale.

La cosa che si impara leggendo questo libro è che gli ospiti sono felici se il padrone di casa è felice, non bisogna mai strafare né presentando piatti elaborati mai cucinati prima né con porzioni troppo abbondanti. Una cena riuscita è quella in cui ci si alza da tavola non completamente sazi, e se lo dice Savarin bisogna proprio credergli. Buon appetito.
Buona lettura.
La cucina del buon gusto
Simonetta Agnello Hornby, M. Rosario Lazzati
Feltrinelli, 2012, p. 281, €. 16,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

8 COMMENTS

  1. Libro carino e poi le ricette sono davvero buone: i pomodorini al forno da cuocere in pochi minuti sono divini su bruschette e pizza e le minestre a dir poco indimenticabili 🙂

    • tagiare a metà circa 3 hg di pomodorini maturi, disporli su una teglia rivestita di carta da forno e cospargerli con sale grosso, origano secco, due spicchi d’aglio tritati ed un filo d’olio. quando il forno è caldissimo infornare epr 3 minuti poi spegnere e lasciare raffreddare i pomodorini dentro il forno per tutta la notte.riporre i pomdorini con il loro succo in un contenitore, si conservano in frigo per qualche giorno. 🙂

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