“Mio padre era un uomo convinto che la storia si ripetesse. Non nelle vaste sfere di guerre e nazioni, ma in quelle minori delle famiglie. Era un uomo religioso e credeva che il funzionamento dell’universo fosse fissato per sempre, infinito ma statico, rivelato al fedele attraverso la pura concentrazione delal preghiera. Che cosa è destino, e che cosa risiede nel potere del singolo?”
Quattordici racconti di donne, di madri, di figlie e di bambine. Dopo il successo de Figlia del silenzio, Kim Edwards torna con questo romanzo un po’ diverso dal precedente.
Racconta storie di trasformazioni, di rinascita, di bugie, di tradimenti e di speranze.
Tutte le protagoniste sono alla ricerca dell’amore, ognuna diversa dall’altra, alcune sensibili, altre determinate, ma accomunate tutte da questo bisogno.
Non trovo molto azzeccato il titolo del libro, che come spesso accade quando i titoli inglesi tradotti in italiano perdono molto del loro senso.
C’è una mamma con una figlia, detta la figlia del peccato, perché concepita da lei in giovane età senza un padre. La madre porta con se’ la figlia alle manifestazioni antiabortiste, ma nasconde un segreto.
Eshlaini, è costretta ad accudire al padre nella malattia per via della volontà di quest’ultimo e delle loro tradizioni, ma alla morte di lui le cose cambieranno.
Jasper, mangiatore di fuoco in un circo e la bella Jubilee, con una storia che lascia al lettore il finale.
Anna che lascia la sua città per seguire il fidanzato oceanografo e la loro relazione verrà messa a dura prova.
Queste sono solo alcune delle belle storie raccontate in questo romanzo.
La madre perfetta
Kim Edwards
Garzanti 2009, p.300, € 17,60








