Di tutte le cose visibili e invisibili, Lucia Etxebarria

Agosto fu il mese in cui Ruth de Siles Swanson scrisse di getto una sceneggiatura di centocinquanta pagine basata, come avete già avuto modo di scoprire, sulle inquietudini di una trentenne piuttosto nevrotica, ma amabile, malgrado tutto, che mentre cercava di decifrare il mistero relativo alla morte della madre si invischiava in una relazione distruttiva con un ragazzino e che alla fine della storia imparava a guardarsi un po’ meno addosso e un po’ più attorno per riscoprire all’improvviso gli amici e la famiglia.

In questo brano del romanzo c’è la sinossi dell’opera, un riassunto volutamente banale che Lucia Extebarrìa ha voluto inserire verso la fine del libro. Ma la storia di Ruth non è per niente banale, anzi il contrario: una ragazza di buona famiglia cresciuta orfana della madre e calata in un’atmosfera famigliare cupa e fredda, in cui il padre non sa (o non vuole) creare legami con le sue figlie. E questa distanza la segnerà per tutta la vita, spingendola a cercare fin da giovanissima la sua strada lontano da Madrid, alla ricerca di quella madre ingombrante nella sua assenza.

Il sottotitolo Amore e altre menzogne non è scelto a caso; la protagonista di questa storia ha una personalità brillante e forte, consapevole da subito della necessità di esprimere la propria creatività in modi sempre diversi: un musicista famoso come fidanzato da giovanissima, amici equivoci e sopra le righe al ritorno nella città natale, la scelta di diventare regista, una storia d’amore travagliata con un uomo più giovane e edonista. E’ una meravigliosa donna di oggi, e anche se ci sembra distante negli atteggiamenti o nella vita sociale movimentata, di certo la sentiamo affine nelle sue paure, nelle indecisioni, nella depressione. Anche le figure maschili sono ben delineate nelle loro sfaccettature, anche se restano complementari alla protagonista e funzionali alla comprensione del personaggio principale. Durante la prima parte del libro i ritmi rallentano dentro il racconto di un amore che nasce, nella descrizione delle emozioni e dei desideri, con un approccio molto psicanalitico e decisamente intimo. E’ fondamentale questa apertura verso l’interno e  la caduta nella tristezza di una storia che si deteriora, perché così si prepara il successivo traguardo di autocoscienza ed evoluzione. La storia di Ruth è un cammino, mai lineare e costante, ma molto importante nel sue molteplici esperienze di vita: la strada necessaria per diventare una farfalla passa inevitabilmente dal bruco e dalla crisalide.

Un libro molto bello per questa autrice che, ormai banalmente, è considerata la Almodovar della letteratura: un linguaggio complesso, immagini forti e molto passionali. Lettura consigliatissima per chi vuole fare un po’ di conti con se stessa e anche per gli uomini che vogliono provare a individuare le facce più in ombra dell’universo femminile.

Buona lettura!

Lucia Etxebarrìa, Di tutte le cose visibili e invisibili
Traduz. R. Bovaia 
Edizione Teadue, 454 p € 8,00
ISBN: 88-502-0572-4 
Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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