I film di ZeBuk: Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato

“Ah, Charlie, non dimenticare cosa accadde a chi ebbe ciò che aveva sempre desiderato!”
“Che cosa gli è successo?”
“Da allora visse felice e contento.”
(da “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato”)

Charlie Bucket è un bambino assai povero.
Vive con la sua famiglia (mamma, papà e i suoi quattro nonni) in una casa piccola, davvero troppo piccola.
Una sola camera da letto (occupata dai nonni).
Un solo, misero stipendio (quello di suo padre).
E sempre le stesse, poche cose da mangiare.
Willy Wonka è l’uomo più importante della città.
E la sua vita è circondata di mistero e magia.
Perchè lui è il proprietario della Fabbrica di Cioccolato più spettacolare e ammirata del paese (e anche oltre confine).
Parte della sua fama è dovuta, oltre che alle vendutissime barrette di cioccolato, anche al fatto che nessuno, a parte degli altrettanto misteriosi aiutanti, è mai riuscito ad entrare nella sua chiacchieratissima fabbrica.

Almeno, fino al giorno in cui Wonka decide di indire un grande concorso:

Cinque bambini (e i loro accompagnatori) potranno finalmente entrare nella fabbrica di cioccolato, carpirne i segreti.
E uno di loro, il più fortunato, ne diventerà proprietario.
Parte la caccia ai 5 biglietti dorati contenuti in 5 fortunate tavolette di cioccolato.

Charlie, che ama il cioccolato, sogna di poter essere uno dei fortunati prescelti.
Deve essere davvero bello e stupefacente il mondo di Willy Wonka!

Tratto dal libro di Roald Dahl (che ha anche contribuito alla sceneggiatura del film) Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato è una di quelle pellicole che ha fatto storia.
Vuoi per il colorato (e goloso) mondo che si spalanca davanti ai bambini vincitori del concorso.
Vuoi per le canzoni (e le splendide musiche di Leslie Bricusse e Anthony Newley ).
Ma soprattutto per lui:
Willy Wonka, impersonato in maniera impeccabile, nella versione del 1971, da un grande Gene Wilder.
Ironico, folle e irresistibile al punto giusto.
Una versione moderna del Cappellaio Matto.

Con che cosa si coltiva la fantasia? Con il cuore o con la mente?

E di sicuro Willy Wonka sa cos’è la fantasia.
In fondo, basta guardare le sue incredibili creazioni.
Wily Wonka e la Fabbrica di cioccolato è un film che aiuta a sognare.

Lo dice anche il cioccolataio, attraverso la sua canzone più famosa.

Chiudi gli occhi, trattieni il fiato, conta fino a tre…tutto il resto è pura immaginazione.

Una cosa che non molti sanno è che Roald Dahl, che pure aveva contribuito alla sceneggiatura del film, ad un certo punto se ne allontanò e non lo gradì poi molto.
E c’era un motivo valido:

secondo lui la pellicola era troppo incentrata sulla figura di Willy Wonka anzichè su quello che era il vero protagonista del libro, e cioè Charlie.

E in effetti non gli si può proprio dare torto.
Ma è anche vero che Dahl ha creato, con Wonka, un personaggio talmente carismatico e fuori dagli schemi che inevitabilmente avrebbe rubato la scena a chiunque altro.

Cosa che è accaduta anche nella versione più dark, ad opera di Tim Burton, che ha scelto Johnny Depp (in versione gotica) per il ruolo del cioccolataio.
Perchè ho scelto di parlarvi del film del 1971 anzichè di quello più recente?

Perchè era più colorato, forse con effetti speciali meno spettacolari (e che, agli occhi odierni, così allenati alla tecnologia può far sorridere), o con una dose di ironia e ingenuità maggiore.

O forse perchè mi riporta alla mia infanzia.
Al Natale.
Agli affetti.

Non lo so.

Comunque, qualsiasi versione voi preferiate, ricordate sempre che:

Non si dovrebbe dubitare di ciò di cui nessuno è sicuro.

 

 

(Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato – Un film di Mel Stuart. Con Gene Wilder, Jack Albertson, Dodo Denney, Peter Ostrum, Roy Kinnear.
Titolo originale Willy Wonka and the Chocolate Factory. Fantastico, Ratings: Kids, durata 98′ min. – Gran Bretagna 1971)

 

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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