Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett

Piccola Mary, brutti pensieri,
come viene il tuo giardino?
Campanule d’argento, ribes neri
e tante siepi di biancospino

La recensione di Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett

Mary Lennox ha appena perso entrambe i genitori: viveva in India, servita e riverita, con una madre che mai le si avvicinava, impegnata com’era tra avvenimenti mondani e cura di sé, con un padre impegnato e mai presente.

Bimba scialba e malaticcia, incredibilmente viziata, viene affidata al suo unico parente, lo zio Archie Craven, che vive in un’immensa abitazione nello Yorkshire: Misselthwaite Manor. Secondo la governante, la signora Medlock, d’ora in poi Mary dovrà vivere nelle uniche due stanze a lei riservate, giocando e divertendosi da sola, dato che tutto il personale della casa è molto impegnato.

Ma Mary si annoia in quella casa isolata nella brughiera, la notte sente strani pianti venire da un lungo corridoio, e poi Martha le ha raccontato la triste storia della moglie del signor Craven, e le ha parlato di un giardino segreto…

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Great Maytham Hall Garden, a cui l’autrice si è ispirata per la descrizione del Giardino Segreto

Mary è una bambina scontrosa, viziata e arrogante, che non si è mai vestita da sola perché “quello era compito della sua ayah” (la bambinaia a cui era affidata in India). Grazie alla semplicità e alle parole di Martha, la cameriera, di Ben, il giardiniere scorbutico come lei, di Dickon, fratello di Martha, Mary comincia a scoprire la vita, le persone, se stessa. E impara ad aver cura di sé, a dimostrare rispetto per gli altri, ad essere gentile con tutti.

Quando leggi nuovamente un libro che conosci fin dall’infanzia è come se ti si aprisse un mondo di ricordi: ritrovi le parole e le immagini che ti avevano fatto sognare da bambina, ritrovi i profumi e la meraviglia di quel giardino segreto, i luoghi e i colori così come te li eri immaginati a quel tempo.

Poi torni adulta e scopri che dietro a quella affascinante storia “da ragazzi” c’è qualcosa di più. E in questa mia rilettura del Giardino Segreto io ho trovato un significato nuovo: sono la cura ed il rispetto per il proprio giardino segreto, quello interiore, che ci aiutano a maturare, a crescere in salute e in serenità e a farci diventare persone felici! È grazie a quelle attenzioni particolari che prendono vita i fiori più preziosi e delicati, i più profumati che abbiamo nell’animo, è grazie a quella cura che la nostra mente impara a distinguere, è grazie a questo che quel “giardino segreto che è in noi” riesce a sbocciare:

“Guarire”, dunque, riprendere in mano la propria vita e guardare avanti senza timori, concretizzando in solide realtà sogni e aspettative, come per l’appunto la stessa autrice (maestra nel fondere vicende autobiografiche e pulsioni immaginative) ha saputo fare…

(dalla prefazione di Riccardo Reim al libro)

La mia opinione di Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett

Il giardino segreto (The Secret Garden) viene considerato un classico della letteratura per ragazzi: scritto nel 1909, racconta il processo di maturazione di due fanciulli, Mary e Colin, grazie soprattutto alle cure che dedicano ad un giardino segreto in cui non era più possibile entrare dopo un grave incidente che aveva portato alla morte della madre di Colin.

Il libro era stato pubblicato a puntate a partire dall’autunno del 1910 in un periodico americano per adulti, poi raccolte nell’estate 1911 in un’unica edizione. Ebbe un grande successo tra i ragazzi, soprattutto tra i giovanissimi soldati inglesi (ancora adolescenti), ma non fu mai considerato tra i più importanti della scrittrice.

Fu però rivoluzionario nella tesi – davvero sconvolgente per le convinzioni dell’epoca – per la quale “bambini e ragazzi si possono educare da soli; l’amicizia tra loro può aiutarli a migliorarsi; il lavoro e la vita all’aperto garantiscono un corpo sano e favoriscono un buon equilibrio psicologico”

«Se andate da quella parte, troverete i giardini», disse indicandole un cancello in mezzo ai cespugli e ai rampicanti. «D’estate ci sono tantissimi fiori, ma in questa stagione non c’è nulla». Esitò qualche secondo, poi aggiunse: «Uno di quei giardini è chiuso. Da dieci anni non ci va più nessuno».

La nota negativa: ne ho acquistato a prezzo bassissimo uno per il mio lettore e-reader, trovandoci però troppi errori e mancanze. In effetti avrebbe potuto essere curato molto di più…

L’autrice: Frances Hodgson Burnett

Frances Hodgson Burnett (Manchester,  24 novembre 1849 – Plandome, 29 ottobre 1924) era una commediografa e scrittrice inglese, nota in particolare per le sue storie per ragazzi.
Ebbe una gioventù piuttosto complicata, a causa delle pessime condizioni finanziarie in cui viveva la sua famiglia, alla morte del padre. Cominciò a scrivere dopo la morte della madre e i suoi scritti furono pubblicati da subito grazie alla capacità che aveva di creare storie realistiche, ambientate spesso nella classe lavoratrice a cui apparteneva, con trame molto romantiche, in cui il pubblico lettore poteva facilmente immedesimarsi.
Dopo essersi sposata continuò a scrivere e si dedicò anche al teatro, con una serie di spettacoli teatrali molto apprezzati.
Tra i suoi più famosi testi:

  • Esmeralda (opera teatrale, 1881)
  • Through One Administration (1883)
  • Il piccolo Lord (1886)
  • A Lady of Quality(opera teatrale, 1897)
  • La piccola principessa (1905)
  • Il giardino segreto (1910)
  • The White People (scritto dopo la morte del figlio Vivian)

Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett al cinema

Esistono diversi adattamenti del testo originale per il cinema e per la televisione: questo è il film del 1993 del regista Agnieszka Holland, che ha tra i protagonisti la signora Maggie Smith, famosa e pluripremiata attrice britannica.

Il giardino segreto
Frances Hodgson Burnett
Newton Compton Editori (Classici), 2012, pag.231, € 0,99

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

2 COMMENTS

  1. Bellissimo libro… lo lessi da bimba e da adulta poi mi ha commosso davvero!!!! Da leggere assolutamente, nonostante si affrontino tematiche come la solitudine e la morte il lieto fine è assicurato!!! La storia infonde davvero tanto coraggio e serenità interiore… Il giardino segreto è tra i libri più belli che io abbia mai letto… davanti ad una buona tazza di Tè, magari quando fuori piove!!! 😉 C.

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