Il bacio di un soldato, Nadine Gordimer

“Una bandiera bianca pende a un pale di mopane, fuori dalla casa le cui pareti bianche, costruite come quelle dell’uomo bianco, sono rimaste in piedi.”

“Il bacio di un soldato” è una delle più recenti raccolte di racconti della Gordimer.

Nel racconto che da il titolo al libro, ci sono due soldati, uno bianco dell’esercito coloniale e uno nero dell’esercito di liberazione, che si ritrovano ad abbracciare una donna bianca, nella festa che segue la liberazione, la fine della guerra. Si conclude ambiguamente, ma lascia intendere che i bianchi debbano lasciare ai negri le decisioni che riguardano l’ordinamento del loro stato.

E’ evidente anche la confusione morale in cui si ritrovano i negri.

I racconti sono ambientati nel Sudafrica, negli ultimi anni dell’era coloniale in Africa, emerge spesso la discriminazione razziale.

In un altro racconto paragona l’avanzare dei negri ad un grande lamento che sembra provenire dalle sbarre dove ci sono i leoni… Sostiene che l’apartheid è un’abitudine.

 

“Il giorno in cui venne firmato il cessate il fuoco rimase presa tra la folla. Giovani contadini europei, che avevano formato l’esercito coloniale, e combattenti per la libertà le cui colonne avevano marciato dentro la città, si mescolavano barcollando intorno alle baracche, a meno di tre isolati dalla sua casa, dalle cui stanze aveva, per dieci anni, sentito il fragore confuso delle parate delle truppe coloniali addestrate a uccidere e a farsi uccidere.”

 

Il bacio di un soldato
Nadine Gordimer
La tartaruga contemporanea, 1980, p.165

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Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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