Splendore, Margaret Mazzantini

Va bene volevo dirgli, vedrai andrà bene per entrambi, cresceremo e un giorno saremo grandi e più sicuri di noi, assomiglieremo alla nostra gente, tu alla tua e io alla mia e soffriremo di meno. Perché è solo la giovinezza che mischia il mare, poi ognuno si ritirerà dalla sua parte. Ci separeremo amabilmente e un giorno ci rincontreremo con grosse manate sulle spalle, come cugini alla lontana: come stai? Sto bene, lo vedi, non mi sono buttato dalla finestra.

Diego e Costantino si conoscono da sempre.
Nati a distanza di pochi mesi uno dall’altro, la loro vita corre sui gradini dello stabile dove vivono.
Famiglia benestante Diego, figlio del portiere Costantino.
Incontri sulle scale, parole, sguardi.
Poi insieme in classe al liceo e la scoperta che quella conoscenza stava diventando qualcosa di più: amore.
Un amore da tenere nascosto a tutti, da rinnegare sempre, da trattare come un vizio, da tenere a bada.
Un amore così impossibile e impensabile da portare i due protagonisti a scelte di vita lontane.
Diego deciderà di intraprendere la carriera di critico d’arte come lo zio e si trasferirà a Londra mentre Costantino rimarrà a Roma.
Entrambi si sposeranno ma nel corso degli anni si incontreranno molte volte fino a decidere di fare una vacanza insieme.
Vacanza che li costringerà a scontrarsi con tutto ciò da cui si erano tenuti lontani: la vigliaccheria di chi colpisce alle spalle, il menefreghismo delle istituzioni, la rabbia e il dolore dei familiari, la meschinità e la piccolezza della gente che ti mormora alle spalle.

Splendore è l’ultimo romanzo di Margaret Mazzantini ed è anche il primo libro di questa scrittrice che leggo.
Una lettura intensa e fastidiosa.
L’autrice usa un linguaggio ricco di paragoni, bello nella forma ma allo stesso tempo tagliente.
Parole volgari e situazioni forti, frasi brevi che si inanellano una via l’altra dando un ritmo urgente alla lettura.
Un ritmo incalzante che rende la storia mai noiosa.

Una storia di immenso dolore.
Il dolore di essere altro e non se stessi, il dolore della lontananza, la sofferenza di dover dissimulare quando, invece, l’unica cosa che si vorrebbe è fermare l’attimo e dissolvere il mondo per rimanere con l’amato.
Il dolore della separazione perché molte volte i due ragazzi, poi uomini adulti, si incontreranno per poi dirsi addio, fino all’addio definitivo, quello che fa più male perchè necessario.

Una storia che più che essere d’amore diventa un’ossessione amorosa e talvolta la mia impressione è che l’autrice abbia esasperato alcune situazioni che, a dispetto delle mille possibilità che offre la vita umana, sembrano un pochino esagerate.
Le figure femminili presenti nel romanzo per esempio: tutte sistematicamente eliminate nel corso della storia come se la loro funzione di aiuto, soccorso, spalla su cui piangere, una volta espletata non le rendesse più utili alla trama.
I vari incontri e addii tra Diego e Costantino: molti, forse troppi.

Ecco, del romanzo mi è piaciuta molto la prima parte, la descrizione dell’adolescenza dei due ragazzi, le loro opposte visioni della vita: negativo e nervoso Diego, forte ma anche tenero Costantino.
E ho amato molto il finale, la rivelazione che rimette il mondo a posto, almeno quello di Costantino, e che sorprende il lettore perchè, anche se intuibile, ha davvero la potenza di uno squarcio nella storia e la forza di farti fermare nella lettura.

Non posso dire di aver amato alla follia questo libro.
Non posso dire che non mi sia piaciuto.
Posso dire che è una bella lettura, un viaggio coraggioso e controvento nella vita di due persone.
Sicuramente un romanzo che non lascia indifferenti per contenuti e forma perchè ti getta in faccia la vita e tutti i suoi dolori e affanni e ipocrisie.

la vita, credimi, non è un fascio di speranze perdute, un puzzolente ricamo di mimose, la vita raglia e cavalca nel suo incessante splendore.

Buona lettura.

SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here