
Quella notte sognai Paul.
Era sempre nei miei pensieri e non passava giorno in cui il suo ricordo non fosse con me, ma non l’avevo mai sognato prima d’ allora. E poi se ne andò. L’ironia della vita, suppongo, poiché ogni sera, prima di chiudere gli occhi, mi immaginavo come sarebbe stato sentire le sue braccia stringermi forte. Quando stavo per addormentarmi, fingevo di posare la testa sulla sua spalla.
Purtroppo non potrò più stare con mio marito, perlomeno in questa vita.
Cedar Cove è una piccola cittadina nello stretto di Puget, di fronte alla città di Seattle.
Jo Marie, rimasta vedova dopo che l’amatissimo marito Paul è stato ucciso in Afghanistan, decide di trasferirsi là e di prendere in gestione una piccola locanda ribattezzandola Rose Harbor.
Jo Marie non ha mai gestito un’attività del genere ma sente che Paul ne sarebbe stato felice.
La donna ha bisogno di ricominciare lontano dalla vita che aveva condiviso col marito e Cedar Cove sembra proprio il posto perfetto.
Gli abitanti sono gentili e disponibili e la donna non incontra nessuna particolare difficoltà anche con i primi due ospiti della locanda: Joshua e Abby.
La locanda di Rose Harbor è una lettura piacevole, scorrevole, un’ottima compagnia.
La trama è interessante e commovente al punto giusto senza diventare stucchevole.
Non c’è un vero e proprio protagonista anzi; viene dato ampio spazio non solo al personaggio di Jo Marie ma anche alle figure dei primi clienti della locanda.
Proprio la locanda e il calore di Jo Marie aiuteranno Josh ed Abby a trovare la forza di cambiare in meglio le loro vite e vedere che nulla è perduto.
Un libro sulla rinscita, sulla speranza, sull’andare verso il futuro con serenità e sul coraggio di compiere scelte troppo a lungo rimandate.
Buona lettura.
La locanda di Rose Harbor
Debbie Macomber
Sonzogno, 2013, p. 318, €. 16,00
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