LEGGO ANCH’IO! E’ dislessia domande e risposte utili, Gavin Reid

Questo sarà il primo di una serie di articoli sui DSA che fa parte della nostra nuova rubrica Leggo anch’io.

Fino ad un paio di anni fa sapevo molto poco sulla dislessia e mai e poi mai avrei immaginato che mio figlio potesse essere disgrafico e disortografico. Quante domande mi sono posta, e quante me ne pongo ancora… quante recriminazioni. Noi ce ne siamo accorti abbastanza tardì, a metà della prima media ed è stata dura, ma ho conosciuto mamme di ragazzi a cui è stato diagnosticato in terza superiore.

Molti genitori si chiedono cosa sia la dislessia e cosa si può fare per aiutare i propri figli. Ho trovato in questo volume molte risposte alle mie tante domande.

E’ una diagnosi difficile da accettare, ma se si conosce si può fare qualcosa per rendere lo studio ai bambini/ragazzi meno duro.

Ci sono molte definizioni di dislessia, ve ne riporto una delle tante:

“è un disturbo individuale, e riguarda il modo in cui vengono elaborate le informazioni, con i problemi connessi alla memoria a breve e a lungo termine.”

Tanti sono i segnali che possano farci credere che nostro figlio/a sia dislessico, come ad esempio la scarsa memoria, l’inversione delle lettere,  la difficoltà ad imparare l’alfabeto, la lentezza, la riluttanza ad andare a scuola e a imparare a leggere, il disordine, lo scarso senso del tempo, le difficoltà di coordinazione, non voler colorare o copiare, difficoltà ad allacciarsi le scarpe e altri casi in famiglia. Questi sono alcuni dei segnali che possono farvi sospettare un disturbo.

“E’ un disturbo specifico dell’apprendimento che ha origine neurologica”

Importante è il ruolo del professionista e anche della famiglia e della scuola.

Esistono molte strategie, non esiste un solo modo per imparare a leggere. Bisogna trovare il proprio metodo che sia legato alla lettura, alla scrittura, al calcolo o allo studio.

Non mancano nel volume i consigli pratici: dalle strategie in matematica e geometria, all’uso della videoscrittura con sintesi vocale, ecc…

Gli errori ortografici e le parole scorrette si radicano e con il passare del tempo sono sempre più dure da correggere.

Alla base di tutto non deve mai mancare il dialogo con figli, affrontare insieme ansia e preoccupazioni, motivarli e fare piccoli passi, evitare le distrazioni, le interruzioni e creare delle routine.

Sono analizzati i vari disturbi dell’apprendimento, dedicando loro un capitolo per ciascuno dalla disgrafia, (disturbo legato alla scrittura) alla disprassia (disturbo di sviluppo della coordinazione, dell’attenzione, del movimento e della percezione) alla discalculia (disturbo legato al calcolo)

Non bisogna dimenticarsi delle difficoltà dell’attenzione che colpiscono tutti i DSA fino ad arrivare ad un vero e proprio disturbo che è l’ ADHD, disattenzione, iperattività e impulsività. Prima dei 7 anni non può essere diagnosticato e ci devono essere 6 mesi di sintomi continui in più contesti. Le caratteristiche del bambino ADHD è che va “ruota libera” Non sta fermo, non sta seduto, ha difficoltà nell’ascolto e viene distratto da stimoli esterni. Bisogna aiutarlo molto di più nell’organizzazione.

Problema di tutti i DSA è l’autostima. Io ho trovato molto utile ad esempio aiutare mio figlio nel preparare lo zaino, perché le note di dimenticanza lo demotivavano. Bisogna imparare insieme a gestire lo stress, magari usando delle ricompense a breve termine, e trovare una valvola di sfogo nello sport o in un hobby.

Mi ha fatto riflettere questa frase :

“Buona immagine di sé successo nella vita”

È dislessia! Domande e risposte utili
Gavin Reid
Centro Studi Erickson, 2013, p. 203, €. 13,60

Se vuoi puoi acquistarlo qui:

Photo credits : faredelbene.net

angela
Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here