LEGGO ANCH’IO: Dsa in gioco, Alessandra Finzi, Claudia Ronchetti, Mariagrazia Benassi, Sara Giovagnoli, Luigi Marotta

Ultima Modifica: Ott 22, 2020

Uno libro utile e divertente per riflettere sui disturbi di apprendimento e sulle emozioni dei bambini con DSA.

Inizialmente c’è la definizione dei DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) che sono un gruppo eterogeneo di disturbi evolutivi che riguardano la difficoltà nell’apprendimento della lettura, della scrittura e del calcolo. Le procedure e le tecniche utilizzate per raggiungere tali obiettivi possono essere sia cognitive che comportamentali e il terapeuta le sceglie in base alla natura del disturbo, che migliora grazie ad un rinforzo positivo.

Octopus è un gioco per parlare delle difficoltà di apprendimento e nasce nel “Campus Dislessia” svoltosi a Mercato Saraceno, giocando nel tempo libero al classico Gioco dell’oca.

Permette di fare un’esperienza di crescita che può modificare le credenze e i pensieri dei bambini con DSA basandosi sui principi della terapia cognitivo-comportamentale.

Nella prima parte del gioco si vuole favorire la conoscenza di sé e la risoluzione dei problemi; nella fase successiva attraverso il gioco di gruppo si approfondiscono nuovi strumenti e strategie.

L’utilizzo del gioco prende spunto dal «gioco dell’oca» con la partecipazione di una o più persone, fino ad un massimo di quattro giocatori, che sono affiancate da un operatore. Il percorso di gioco, raffigurato mediante l’immagine di un polipo, è formato da caselle numerate progressivamente. Ci sono cinque tentacoli, ciascuno dei quali fa riferimento a una categoria di disturbo definita: Dislessia, Disortografia, Disgrafia, Discalculia e Disprassia. Sono tra loro collegati da un percorso le cui caselle possono riferirsi a caratteristiche generali comuni ai DSA, come autostima e conoscenza di sé.

Per muoversi all’interno del percorso di gioco il partecipante lancia i dadi, giunto su una determinata casella deve rispondere alla domanda ad essa corrispondente. Per rispondere il giocatore deve utilizzare una specifica modalità («pensare» «sentire» e «fare») determinata dal lancio di un secondo dado (dado colore). La modalità di risposta fa riferimento al modello cognitivo-comportamentale secondo cui si può elaborare un’esperienza distinguendo i pensieri dalle emozioni e dai comportamenti.

Ciascuna risposta viene premiata tramite un rinforzo, che deve essere concordato con l’operatore e i compagni di gioco, in base alla bontà della stessa. Per ciascuna risposta, in base alle sue caratteristiche, il partecipante può ottenere da una a tre stelline. Il gioco è stato pensato per bambini e ragazzi che abbiano ricevuto o stiano per ricevere una diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento ed è rivolto a unafascia d’età compresa tra gli 8 anni ( terza classe della scuola primaria) e i 14 anni (terza classe della scuola secondaria di primo grado).

Alla fine del volume si trovano esempi di risposte ai prerequisiti del gioco, di risposte alle domande del gioco, di semplificazione delle domande e i materiali.

Buona lettura e buon gioco.

Dsa in gioco
Alessandra Finzi, Claudia Ronchetti, Mariagrazia Benassi, Sara Giovagnoli, Luigi Marotta
Centro Studi Erickson, p. 84 + tabellone + schede, 2014, € 18,90

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