
Sono la figlia, mormora Nuccia tra sé, e le spacca la testa il pensiero che è figlia finchè c’è una madre.
La recensione di Occhio di fuoco, Luisa Mattia
È una giornata come tante in città. Nuccia è a casa con il suo ragazzo quando sente grida e rumori forti dalla strada. La chiamano a gran voce e quando arriva giù scopre che Claudia, sua madre, è stata uccisa durante un regolamento di conti. Centrata in fronte da un ragazzo che indossava un casco.
Valeria è una fotografa e quella mattina gira per la città scattando a tutto. Ancora non sa che ha ripreso la morte di Claudia.
Ferdinando nella sua prima vita si faceva chiamare Topolino e controllava il traffico di droga. Poi gli hanno ucciso il fratello e la rabbia di vendicarsi stava per travolgerlo finché non ha incontrato Claudia e il suo progetto. Da allora la sua vita è cambiata.
La morte di Claudia spalanca un baratro nelle vite di questi tre personaggi. Per Nuccia è la rabbia a travolgerla e un dolore sordo che non trova risposta. Per Valeria rappresenta la decisione da prendere – andare in questura a mostrare le foto o tornare a casa senza troppi pensieri – tanto un colpevole pare ci sia già anche se non assomiglia per niente a quello immortalato negli scatti. Ferdinando è orfano della sua mentore ma decide di portare avanti il progetto di Claudia con ancora più forza. Nelle parole che dice a Nuccia c’è una donna che la figlia ritrova e scopre con stupore, l’insegnante appassionata e temeraria capace di dare un senso a vite andate troppo di fretta.
Infine c’è Luca, il ragazzo che ha sparato. Per lui Claudia è un incidente, una che si è messa in mezzo. Spararle era l’unica soluzione. Non gli importa di aver ucciso una persona, gli interessa solo non andare in prigione e guadagnare il rispetto di un vero criminale.
Quattro giovani diversi, quattro punti di vista per lo stesso crimine.
La mia opinione su Occhio di fuoco, Luisa Mattia
Com’è brava Luisa Mattia, ogni suo libro è una conferma. In occhio di fuoco racconta una storia vibrante di emozioni con uno stile impetuoso che ben si accorda con le emozioni dei personaggi.
Claudia è vittima della malavita. Posto sbagliato, momento sbagliato, frase sbagliata. La sua morte però innesca una serie di eventi che portano a riflettere sulla rabbia, il lutto, la giustizia e il riscatto.
Ferdinando è il simbolo di chi ce la fa, di come si può cambiare e abbandonare la violenza. Valeria deve decidere se fare la cosa giusta denunciando o lavarsene le mani. Nuccia deve imparare a vivere senza Claudia. A Luca non interessa cambiare, anzi, vuole scalare la malavita ed essere rispettato. Uccidere per lui è solo un modo di farsi degno agli occhi della famiglia.
E noi, cosa avremmo fatto al posto di Valeria? Come avremmo reagito alla morte di un familiare? Si può cambiare o l’ambiente da cui si proviene condiziona tutta la nostra esistenza?
Sono queste le domande che nascono durante la lettura di Occhio di fuoco. Fare la scelta giusta non è scontato, scegliere la legalità, la giustizia, non farsi trascinare dalla rabbia cieca non è immediato ma una scelta consapevole da ribadire ogni giorno. Un libro davvero bello, ottima lettura a partire dagli undici anni quindi, docenti di scuola media, se state già pensando a cosa leggere in classe nel prossimo anno scolastico ecco, Occhio di fuoco è la scelta perfetta.
Buona lettura.
Occhio di fuoco
Luisa Mattia
Lapis, 2026, p. 168, €. 13,50








