
– Luca, alla cattedra. Oggi, ci dirai qual è il fiume più lungo d’Italia.
Mentre pensavo a tutto: all’ultima partita di pallone, alle patatine fritte con il ketchup, a quando io e mio fratello abbiamo fatto free-climbing con i cassetti aperti della scarpiera, insomma a tutto, tranne che al quel fiume, i miei compagni per aiutarmi mi suggerivano scimmiottando qualcosa di piccolo…
– Maestra, sarà sicuramente il fiume più lungo d’Italia… Ma è anche (guardando i gesti di Matteo e Jasmine)… PICCOLO… Sì, perché è anche come dire… UN PO’… Poco, ecco…
(…) Così confusi la P con la D dell’alfabeto muto, rispondendo sicuro, grazie alla dritta ricevuta:
–… Ecco mi viene in mente è il… il Do! Il Do è il fiume più lungo d’Italia!
Le storie che racconta Isabella Paglia portano sempre un bel carico di empatia: ti fanno sentire le stesse voci, avere gli stessi brividi, provare le stesse emozioni dei protagonisti, anche di più a volte!
La storia di Luca e della terribile professoressa Lametta è una di queste: bastano pochi accenni e già sei catapultato sul banco a fianco a lui, col terrore che scorrendo i nomi sul registro, LEI, chiami proprio te!
Un altro pregio di Isabella? Il far capire ai ragazzi-lettori, con le sue parole, che non sono soli, che non sono gli unici al mondo ad avere una certa caratteristica/problema: ho provato la stessa sensazione in tutti i suoi libri, dalla “diversità” fisica della simpatica Gugù a testa in giù, lei di latte in un mondo di pelli scure, alla esagerata timidezza di Dante Pappamolla, che impara a gestire la sua insicurezza e a credere in se stesso, alle mille “diversità” di Va bene se:
Perché non c’è un bambino e un essere umano uguale all’altro e non esistono bambini o esseri umani sbagliati. Ogni differenza è una potenzialità, ogni differenza è qualcosa da vivere serenamente e con orgoglio.
Luca è un ragazzino che ha qualche problema con le parole scritte: ogni tanto si confondono nella sua mente e ballano, ballano, ballano… a dire il vero ne ha quasi paura. Eppure ce la mette tutta. Lametta, la supplente della sua insegnante, se ne accorge e – in un modo tutto suo, riesce a convincerlo che il suo problema non è così terribile e irrisolvibile come pensa:
–… Il suo rendimento scolastico, però, non è dei migliori, come già vi ho scritto, vostro figlio ha delle grosse difficoltà a leggere e scrivere. Ma non è colpa sua, se di colpa si può parlare… Ma nostra! – continuò
Lametta.
– Incredibile, non è neanche colpa mia!
– Come nostra??? – domandarono in coro mamma e papà lasciandosi cadere sulla sedia di fronte a loro.
– Sospetto, anzi ne sono quasi sicura, che Luca sia dislessico.
La dislessia è un argomento che stiamo imparando a conoscere – in questo ultimo periodo – anche grazie all’aiuto di chi la vive ogni giorno nella vita quotidiana: è un lavoro di pazienza e di amore quello che va fatto con i ragazzi che ne soffrono, ma riesce a dare buoni risultati. Attraverso le parole di Luca possiamo capire come si possa sentire chi fa una grande fatica a distinguere le parole, chi cerca di trovare il modo di superare ostacoli all’apparenza insormontabili.
La terribile Lametta (ma è davvero così terribile, poi?), l’insegnante di Luca, riesce a capire il problema del bambino anche grazie ad un suo tentativo di lettera minatoria: è dai piccoli segni che si può capire e individuare la dislessia, impariamo a farci più caso, impariamo ad ascoltare le difficoltà dei nostri figli!
Attenzione: il libro usa un font ad alta leggibilità, per farsi leggere proprio da tutti! E se cliccate qui trovate anche un assaggio del libro! 😉
[credits: Isabella Paglia Blog]
Per acquistare:
S.o.s. Supplente in arrivo!
Isabella Paglia, Desirée Gedda
Coccole Books, 2015, pag. 53, € 8,42
ISBN: 978-8898346424









