
Un tuono squarcia il cielo e Adele apre gli occhi serrati da un sonno profondo. Sembra uno strappo, quel risveglio, e il presagio di una giornata difficile. Raccoglie la forza e la pazienza necessarie per alzarsi e, visto che c’è, anche i vestiti che la sera prima aveva indolentemente gettato a terra, come un gesto di sorda ribellione.
La recensione di Tutto l’amore smarrito, Antonella Frontani
Adele è una giornalista un po’ frustrata dal suo lavoro.
Ha una figlia, che è la sua unica ragione di vita: Amata. Ogni azione, ogni pensiero di Adele è sempre per Amata.
Pietro è un anziano e scorbutico uomo.
Vive da solo, in un casa in cui le finestre vengono aperte di rado, in cui rincorre gli spazi bui.
Pietro è un sopravvisuto alla guerra, al campo di concentramento di Mauthausen e ne porta dentro le conseguenze. Ogni notte gli le immagini di quello che ha passato invadono i suoi sogni.
Un giorno Adele, per fare un favore ad una collega, si trova a dover intervistare Pietro. Ma ci sono incontri che non sono casuali. Che cambiano per sempre la vita. Anche se fanno paura. Anche se si portano dietro un passato da affrontare, per entrambi, che li lega più di quello che potessero pensare.
Un libro che ho trovato molto intenso, ho sentito a pelle la sofferenza che hanno entrambi i protagonisti.
Antonella Frontani ha scritto un romanzo dove alterna capitoli in su Pietro e su Adele, in modo semplice e pulito.
Un libro che ti porta a voler ricostruire, capitolo dopo capitolo, la storia di Adele e quella di Pietro, così distanti, così differenti, ma legate da un filo invisibile all’inizio, che diventa sempre più concreto pagina per pagina.
Tutto l’amore smarrito
Antonella Frontani
Garzanti, 2015, 176 pag., € 14.90
ISBN: 978881168819-8
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