Fulmine, Lello Gurrado

“Fulmine aveva il pepe nelle vene,
l’argento vivo addosso. Soprattutto aveva fretta.
L’aveva avuta al momento di nascere e
l’ebbe sempre.
Fretta di vivere, di crescere, di sapere. Fretta di capire.”

Il racconto della vita di Fulmine viene fatto all’autore da una bella donna che essicca i pomodori in una grande masseria.

Fulmine” è nato velocemente sul sedile posteriore di un’utilitaria, in un notte di pioggia nella Puglia degli anni Ottanta. La nonna Domenica non è riuscita, a causa della pioggia ad arrivare in ospedale per portare la figlia Cosima a partorire. Un fulmine ha illuminato la nascita durante la notte e da qui il nome del ragazzo.

Fulmine è un ragazzo molto intelligente, mentre a scuola legge La capanna dello zio Tom, su suggerimento del professore precario di lettere, per arrotondare raccoglie olive o pomodori, l’unica fonte di guadagno in questa terra.

Dopo la maturità lascia il paese per andare in una città del Nord. Sicuro di ritornare nel piccolo paesino solo dopo che sarà riuscito a mettere via dei soldi per aprire un’attività. Fugge dalla campagna pieno di speranze e di sogni…

La storia di Fulmine continua in una cittadina veneta, con il grande amore per la figlia di un industriale che li ostacola per una forma di razzismo. Fulmine crede che la fuga nella città possa realizzare i suoi sogni, le sue idee di uguaglianza, di una vita migliore.

Non vi svelo il finale, ma non vi nego che una lacrima mi è scesa.

Buona lettura.

Fulmine
Lello Gurrado
Marcos Y Marcos, 2014, p. 208, € 15,00

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Photo : lospettacolodeifulmini.wordpress.com

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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