A volte mi annoio, Juan Arjona

A volte mi annoio
E faccio le facce.

La recensione di A volte mi annoio, Juan Arjona

Dire bugie o usare la fantasia?

Leggendo questa storia ci siamo divertiti molto, io e i miei bambini: abbiamo imparato a disegnare grazie alle simpatiche illustrazioni e abbiamo giocato a essere qualcun altro, dicendo una bugia, reggendo il gioco e comportandoci proprio nello stesso modo di una papera. Oppure di una mucca. O magari di un personaggio famoso.

Quando la noia ci minaccia, dire una bugia – una piccola e insignificante – può davvero essere divertente. Perché far finta di essere qualcun altro può insegnarci a vedere le cose da un altro punto di vista e capire cosa pensano e cosa provano gli altri, cosa significa fare un certo lavoro…

Ma se faccio la faccia da ambulanza, sembro un’ambulanza, me lo dicono tutti:
“Sembra un’ambulanza! Faccia da ambulanza! Faccia da ambulanza!”
E non m’interessa, perché sono un’ambulanza fantastica:
Vado a tutta velocità, faccio suonare le mie sirene, salvo vite…
Insomma, quello che fa un’ambulanza.

Un modo divertente di dire bugie, insomma. Usiamolo ogni tanto, ma solo per gioco, solo per far sparire la noia… 😉

Età di lettura: dai 4 anni

A volte mi annoio
Juan Arjona (traduttore R. Michienzi, illustratore E. Quevedo)
Coccole Books, 2018, pag. 40
EAN: 9788894970081

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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