Oltre l’inverno, Isabel Allende

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Lei invece era orgogliosa dei drammi del suo passato e per il futuro sperava in un’esistenza interessante. Per principio diffidava della felicità, che considerava un po’ kitsch, le bastava essere più o meno soddisfatta.

Da un po’ avevo in mente di riprendere la lettura di Isabel Allende, autrice magica, che mi ha incantato con il suo stile al tempo di Eva Luna.
L’ho seguita sempre, ho apprezzato tante delle sue storie, poi ad un certo punto le è accaduto qualcosa – o forse è accaduto a me qualcosa… – e ho sospeso la lettura dei suoi libri perché non sentivo più quella fiamma ardente di una volta.

Oltre l’inverno arriva a riaccendere quella fiamma, se non con lo stesso ardore e con la passione sensuale di un tempo (qui i protagonisti sono un pochino più maturi del solito, sarà quello il motivo?), con una vicenda che lega i destini di persone diverse, provenienti da diversi luoghi, che accenna alla storia e alla politica contemporanee, che giudica e approfondisce i temi dell’immigrazione illegale in America, che riflette sul tema dell’identità.

Il pezzetto di dolcetto su di lei ebbe un effetto opposto a quello su Richard e Lucia. Mentre loro riposavano con gli occhi socchiusi, lottando per rimanere svegli, Evelyn, euforica, raccontava balbettando a scatti, la tragica storia della sua vita. Venne fuori che parlava l’inglese meglio di quanto avesse dato a intendere all’inizio ma, se si innervosiva troppo, lo dimenticava. Poteva farsi capire con un’inaspettata eloquenza in spanglish, quel mix tra spagnolo e inglese che è la lingua ufficiale di molti latini negli Stati Uniti.

Richard, Lucia, Evelyn, sono personaggi molto ben caratterizzati, con difetti e pregi, con una forza che viene proprio dalla loro identità, dalla loro storia passata. I capitoli si susseguono portandoci avanti e indietro nel tempo, alla ricerca della storia di ognuno, per capire meglio i caratteri e i vissuti di ognuno di loro; non è difficile seguire le vicende, solo in certi punti l’inverno e la tormenta di neve che minacciano Brooklyn rallentano parecchio il ritmo. Niente da obiettare, fa parte della magia della neve quell’ammorbidire e rallentare i passi e le parole e le emozioni…

Tornare a leggere Isabel, in questa sua nuova forma, non mi è dispiaciuto. Il personaggio tenero e indifeso di Evelyn, il racconto della sua storia familiare e del suo tremendo viaggio di speranza per raggiungere la madre e attreversare il confine tra Messico e America, colpiscono a fondo. La magia che porta con sé dal Guatemala, la nonna e i suoi tamales, gli incontri e le pratiche di accompagnamento dei defunti… tutto ricorda e ripropone quell’abitudine al soprannaturale che accompagna i primi romanzi di Isabel e la vita quotidiana in America Latina.
Quello che manca un po’, quello che avrei voglia di rileggere in forma nuova, però, è quella sensualità che mi ha incantata anni fa. Ma ancora non ho finito di leggere tutto quello che ha scritto una delle mie autrici preferite. Sono certa che da qualche parte ha nascosto il tesoro che sto cercando… 🙂

Oltre l’inverno
Isabel Allende
Feltrinelli, (collana I narratori), 2017, pag. 297, € 18,50
ISBN-13: 978-8807032622

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

1 COMMENT

  1. Anch’io ero un po’ impaurita dalla rilettura di una delle autrici che mi hanno accompagnata in gioventù, ma devo dire che non mi sta deludendo .

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