La ragazza dello sputnik, Haruki Murakami

“Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere. Allungando le mani, riusciamo a prenderci la quantità di tempo che ci è assegnata, e poi la guardiamo mentre indietreggia alle nostre spalle. A volte, nel ripetersi dei gesti quotidiani, sappiamo farlo anche con destrezza.”

Questo è primo romanzo che leggo di questo noto autore giapponese che racconta la storia di due donne, Sumire, giovane studentessa impulsiva e disordinata che per divertimento scrive romanzi, vive isolata nel suo monolocale, è orfana di madre ma ha un buon rapporto con la compagna del padre e non ha mai avuto rapporti sessuali con uomini.

E Myu donna matura, molto bella, ricca e sposata che gira il mondo.

Si conoscono in un banchetto di nozze e Sumire l’ama come non ha mai amato nessun uomo, ma Myu non riesce a provare lo stesso sentimento.

Myu offre alla ragazza un lavoro e la segue per un viaggio d’affari in Europa e alla fine decidono di andare in un’isola greca, ma improvvisamente Sumire scompare.

La storia è narrata da un ragazzo senza nome, amico di Sumire non ricambiato.

Tre personaggi che non si intersecano anche se si avvicinano molto, sembrano rincorrersi senza mai raggiungersi come lo sputnik che vaga nello spazio e anche se trova un compagno resta prigioniero della sua solitudine.

Temi essenziali solitudine, giovinezza, amore platonico e soprannaturale.

Buona lettura!

La ragazza dello sputnik
Haruki Murakami
Einaudi Editore, 2013, p. 216, € 12,00

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