L’isola delle anime, Johanna Holmstrom

Chi dimentica una moglie, una figlia, una sorella o una madre ? Come può una persona viva essere dimenticata? E spesso succede che la persona senza regalo di Natale rimanga anche, in seguito, senza lettere. E’ come un’ultima conferma che il mondo di fuori ha tagliato tutti i legami e che l’unica cosa che resta per tirare avanti è ciò che si vede intorno a sé. Karin non riceve alcun regalo. Martha non riceve alcun regalo. Nemmeno molte altre, ma forse è particolarmente tragico che due donne così giovani non abbiano nessuno.

 

La mia recensione di L’isola delle anime, Johanna Holmstrom

Martha, Karin, Kristina, Elli, son tutte donne dimenticate quelle che vivono a Själö un manicomio per donne incurabili che si trova su un isola al limite estremo dell’arcipelago.

Kristina è una giovane contadina, vive in una casetta isolata nel bosco, ha due figli, la prima figlia è frutto di violenza e la ragazza si è allontanata dalla famiglia per espiarne la vergogna,  lavora duramente per riuscire a vivere e, una sera, tornando  dal lavoro in barca, stanchissima, cala in acqua i bambini. Solo il giorno dopo si rende conto di aver annegato i suoi figli e viene rinchiusa a Själö .
Ad alcune donne è permesso di uscire dall’ospedale e prestare servizio in famiglie della zona, anche Kristina ad un certo punto sembra star meglio e viene mandata nella casa del parroco come aiuto per la moglie e i bambini, ma è proprio lì che comincerà a sentire la voce della sua bambina e tornerà in manicomio vivendo il resto dei suoi giorni accompagnata da quella voce.
Elli è una  ragazza ribelle, è scappata di casa con un ragazzo, insieme hanno rapinato e rubato, finchè la polizia non li ha trovati e Elli troppo lenta per scappare finisce a Själö dove spera di essere salvata dalla madre alla quale non interessa nulla di lei .
Kristina è ormai anziana e non ha più nulla da condividere con le altre pazienti, Elli potrebbe guarire forse ma in quell’ospedale non si entra per essere curate.
Insieme a Elli e Kristina molte altre donne che con una buona cura avrebbero potuto tornare a vivere.
Sigrid è una delle infermiere che curano le donne del manicomio, le segue e osserva con una buona dose di empatia, ma più di questo non può fare per loro. Anche lei stessa a  un certo punto della sua vita arriva  a credere che quello sia l’unico posto per lei e sceglie di rimanere a vivere lì con le sue pazienti.

La mia opinione su  L’isola delle anime, Johanna Holmstrom

Son sempre stata affascinata dal tema della malattia mentale, essendomi sfuggito per motivi di tempo questo libro a novembre l’ho ripreso con il tema del mese i paesi nordici.
Più che il paesaggio però mi ha colpita la solitudine di queste donne, donne che per un momento di debolezza o di ribellione venivano esiliate e abbandonate a se stesse, senza alcun tipo di sostegno psicologico e pochissime cure mediche, donne che con un piccolo aiuto avrebbero potuto tornare alla vita, ma era molto più facile dimenticarle su un isola.
Un romanzo permeato di tristezza ma che non si può abbandonare, ti prende e ti trascina nella vita di queste donne, nei loro grandi dolori e nelle loro piccole gioie.

L’isola delle anime
Johanna Holmstrom
Neri Pozza, 2019, p. 363, €. 18,00

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