LeggendoViaggiando: Viaggio in Oman, Paolo Luigi Zambon

Il sole brillava in alto in un cielo privo di nubi, i raggi picchiavano inesorabili rendendo l’aria bollente. Il monte Jebel Hafeet sulla destra dominava dall’alto dei suoi milleduecento metri come un dragone fossilizzato sdraiato su una distesa di pietre, sabbia, polvere.

Ogni libro è un viaggio che puoi fare comodamente da casa o da dove vuoi. Se poi è un libro che racconta un viaggio vero e proprio ancora meglio: puoi sognare, volare, sentire il vento tra i capelli e il profumo di ibisco e datteri senza spostarti dal divano…

Ma leggere è solo il primo passo per poi affrontare davvero certi viaggi, che sembrano un sogno ma poi si rivelano assolutamente possibili. E incredibilmente belli.

La recensione di Viaggio in Oman, Paolo Luigi Zambon

Mi sentii, per un attimo, come gli esploratori di un tempo, quelli di cui avevo letto avidamente le pagine

Uno scooter, una tenda e due mesi di tempo per visitare l’Oman, un sultanato all’estremità sudorientale della penisola arabica. […] l’autore e la sua compagna lo attraversano dalle zone costiere al deserto interno, raccontandone le peculiarità territoriali e artistiche, e soffermandosi soprattutto sull’ospitalità e generosità del popolo omanita. Dalla capitale, Mascate, all’oasi di Shisr, da Nizwa al forte di Bahala, patrimonio UNESCO, mangiando datteri e bevendo caffè al cardamomo.

Viaggio in Oman, di Paolo Luigi Zambon è un viaggio nell’umanità di un popolo che non tutti conoscono. È il racconto di un uomo, una donna, una vespa e del modo di intessere rapporti con l’altro, visto spesso come diverso se non come pericolo. Ma ci sono civiltà che hanno molto da insegnarci, usi e costumi che mettono l’ospite al centro e lo trattano sempre come un re. Lo insegnano Yasser, Rahim, Abdullah, Sanish, Saif. Lo insegnano gli inviti improvvisati al primo compleanno della nipotina, al matrimonio del fratello, a tutte quelle ricorrenze che sono importantissime per il mondo arabo in cui i due visitatori sono accolti come fossero gli ospiti d’onore.

Notti stellate da dormire sotto il cielo, vecchie città abbandonate, gruppi di ragazzetti neanche adolescenti alla guida di un fuoristrada che sconvolgono il polveroso esistere di un bar nel deserto, futuro e passato, sviluppo e tradizioni si intrecciano e danno vita ad un diario di viaggio incredibilmente vivo.
Da leggere – grazie alla scrittura chiara e piacevole di Paolo Luigi Zambon, ricca di aneddoti e note culturali nonché ad approfondimenti e indicazioni bibliografiche – per farsi venire una voglia incredibile di fare lo zaino e partire.

Il mio parere su Viaggio in Oman, Paolo Luigi Zambon

Ci arrampicammo sulla duna che dominava il nostro piccolo angolo di mondo: scooter e tenda. Il sole era sparito e aveva lasciato in cielo una gigantesca macchia violacea che si faceva via via più scura. Voltando lo sguardo verso sud le sabbie, o sarebbe meglio dire una massa sabbiosa impegnata in un movimento angoscioso e lento, si estendevano a perdita d’occhio e, d’un tratto, le fatiche e gli stenti a cui si sottoposero gli esploratori dei deserti divennero sensati, tale era lo spettacolo.

Ho sottolineato molte delle pagine di questo libro: monumenti che sogno di visitare, tradizione e storia da imparare, vecchie città polverose che ispirano un pomeriggio da tuffo nel passato, profumi e sapori da provare… E silenzio. Il silenzio del deserto. Così ricco di voci. E di rumori. E di parole. E di suoni.

Bastava una sosta per ascoltare il nulla, fotografare il nulla, osservare il nulla…

Un viaggio da sogno, sì, un viaggio per tornare molto diversi da quello che si è.
Perché viaggiare, se viaggi con coscienza, ha questo profondo e meraviglioso effetto: ti fa tornare a casa diverso. Più ricco. Più consapevole. Rinnovato. Sempre.

Soprattutto fa pensare – piacevolmente pensare – la disponibilità e la generosità delle persone che i due viaggiatori hanno incontrato: umili o benestanti, hanno messo a disposizione le loro vite a perfetti sconosciuti, diversi, potenzialmente pericolosi. L’Oman è un paese di tradizione nomade: l’ospitalità è una legge d’istinto, dovuta alle difficoltà che il deserto metteva di fronte ai suoi abitanti. La fratellanza, la disponibilità, l’accoglienza, sono una questione d’onore.
Mohammed, insegnante di religione islamica, Yasser e il matrimonio di suo fratello, Arjun e Rohan, indiani che vivono in Oman e offrono ai viaggiatori un pranzo della loro tradizione, le donne che spiegano perché il velo non sia per loro una condanna, il pastore che offre datteri e caffè nella sua baracca… sono tantissimi i personaggi che mi rimarranno nel cuore. E magari un giorno, chissà, riuscirò anch’io a fare quel viaggio. Intanto continuo a leggere.

Viaggio in Oman
Paolo Luigi Zambon
Alpine Studio (collana Orizzonti 2.0), 2018, pag. 215, € 16,00
ISBN: 978-8899340704

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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