Scura è la notte, luminose le stelle, Paul Broks

Questo non è un libro tradizionale e penso che dovreste sapere con cosa avrete a che fare. Quella che (spero) vi state per accingere a leggere è una fusione di autobiografia, casi clinici di neurologia e riflessioni sulla vita, sulla morte e sulla mente.

La recensione di Scura è la notte, luminose le stelle di Paul Broks

Paul Broks, neuropsicologo inglese, scrive un libro di difficile catalogazione tradotto da Michele Trionfera e illustrato da Garry Kennard.
Scura la notte, luminose le stele, The Darker the Night, the Brighter the Stars, è un libro diverso da ogni altra cosa possiate aver letto.
È il diario di una perdita, l’andare avanti dopo il dolore e la morte, è il ricominciare.

Romanzo, autobiografia, saggio, Scura è la notte, luminose le stelle è tutto questo e molto altro.
L’autore parte da un momento drammatico della sua vita, la morte per cancro dell’adorata moglie Kate, e riflette sul significato di memoria, universo e morte.

La mia opinione su Scura è la notte, luminose le stelle di Paul Broks

Provare a recensire un libro come questo non è semplice né lo è darne un giudizio.
I primi aggettivi che mi vengono in mente per definirlo sono splendido, complicato, esemplare, ammaliante.

Paul Broks ci conduce attraverso un viaggio che lui stesso definisce oscuro.
Immaginatevi come moderni pellegrini attraversare posti sconosciuti con una lanterna a farvi luce e la voce di Broks a guidarvi.
Ascolterete i ricordi dell’autore, incontrerete divinità, uomini che avevano perso la memoria, mostri che arrivano di notte nel sonno, casi clinici, allucinazioni sonore e visive, qualia, imperatori.
Non spaventatevi però perché Broks vi terrà per mano, illuminando ogni stanza di questo viaggio, spiegando cose che credevate impossibili da comprendere e donandovi un’infinita conoscenza che travalica il libro in sé.

Scura è la notte, luminose le stelle è un libro affascinante, profondo, pieno di dolore per la morte di Kate. Un dolore che arriva improvviso e che coglie impreparati anche se è passato del tempo, scandito da una frase ricorrente nel libro

L’assenza mi pugnala.

Pieno di domande, quelle che tutti ci siamo fatti almeno una volta nella vita: chi siamo, cosa ci definisce, le infinite possibilità che ogni giorno scartiamo costruendo il nostro mondo.

Gli atomi vengono riciclati. Un tempo i tuoi atomi erano quelli di altri oggetti e persone. Tu contieni atomi che prima erano gli atomi di uccelli e alberi, oceani e nuvole. Da un punto di vista statistico, è molto probabile che nel corso della tua vita ingerirai atomi che sono stati respirati da Hitler e Budda, Socrate e Newton, atomi che hanno formato il corpo e il sangue di Cristo.

Una riflessione sulla memoria e sulla sua percezione, su ciò che ci rimane o che crediamo sia rimasto

A volte vedevo Kate anche se non c’era. Niente di inquietante. Mi capitava di cogliere qualcosa del suo sorriso in quello di un’altra donna, o di sentirla nella voce o nella risata di altre persone. Non succedeva spesso, ma quando succedeva era stranamente rassicurante.

Il labirinto del dolore è pieno di difficoltà, di animali feroci, di paure, di strade cieche.
Sta a noi uscirne sani, coscienti di ciò che abbiamo superato e di chi siamo.
Sta a noi salvarci, alzare gli occhi al cielo buio ed ammirare le stelle che risplendono più che mai.
Buona lettura.

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