L’omino del blu, Maria Moya, Cristina Bellemo

«Vengano, signore e signori, vengano. È arrivato l’omino del blu.
Pezzi di cielo di ogni genere e sfumatura. Vengano, vengano, prego, signore e signori!»

Una favola per piccoli ma anche – e soprattutto!? – per grandi, L’omino del blu. Perché racconta di cose che sono sotto i nostri occhi ogni giorno (anzi sopra) e che spesso non riusciamo più a vedere.

La recensione di L’omino del blu, Maria Moya, Cristina Bellemo

In effetti, il cielo era una merce interessante per gli abitanti di Torone, una cosa che non vedevano da un pezzo e di cui non si ricordavano più.
Tra un grattacielo e l’altro, infatti, lo spazio era ben poco.
E non c’era modo di alzar la testa, perché si aveva un gran da fare: l’agenda da controllare, il computer, il telefono cellulare, i documenti da studiare.

Delicato, tenero e ispirante. E ironico, tantissimo.
L’omino del blu è una bellissima favola da leggere col naso all’insù, per imparare a renderci conto – a tutte le età – di quello che non ci accorgiamo più di avere. Del sole che splende, della poesia di un tramonto, della bellezza della notte stellata…

Il mio parere su L’omino del blu, Maria Moya, Cristina Bellemo

L’omino del blu incartava la merce in un foglio di giornale, e tutti se ne andavano col loro cielo sottobraccio, convinti di aver fatto un ottimo acquisto.

Appena letto L’omino del blu ho deciso che lo porterò con me nelle prossime occasioni di lettura animata (quando ci sarà di nuovo la possibilità di farle in presenza, è evidente…): L’omino del blu si è fatto leggere con una gran volontà, con energia fuori da ogni attesa. Così delicato nei colori (anche quando sono grigi e tristi) e nei tratti, semplici e leggeri, così prepotente nel farsi ascoltare. Come la voce ipnotizzante dell’omino, che vende pezzi di cielo in un mondo che già ne avrebbe di suo, basterebbe solo alzare gli occhi, dedicargli un minuto del proprio preziosissimo tempo.

Torone, “che è vicino a Torino ma è molto molto molto più grande”, è una città davvero grigia, con grattacieli di almeno 153 piani. Certo che ci si dimentica che lassù c’è anche un cielo da guardare, per forza!
Eppure succede anche a noi, giusto? Anche se non viviamo in città così grigie e tristi come Torone. Succede anche a noi di dimenticarci di quel cielo, dei suoi colori, del venticello che a volte sfilaccia le nuvole… Sì, perché abbiamo sempre da fare, siamo occupati, non abbiamo tempo da perdere. 

La domanda da porsi a questo punto è: è davvero ‘perso’ il tempo passato a guardare il cielo? A godersi la bellezza? A dedicare attenzione alle cose che sembrano ovvie e scontate?

età di lettura: dai 5 anni

L’omino del blu
Maria Moya, Cristina Bellemo
ZooLibri (collana Gli Illustrati), 2015, pag. 32, € 15,00
ISBN: 978-8888254944

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