Le Sentinelle del Patto, Lorenzo Corti

L’elfo rallentò e si fermò di fianco alle altre tre slitte, sul ciglio di una dolce collina innevata. Il sole illuminava una vasta pianura, abbracciata dalle aguzze cime innevate dei monti Norendal.
Al centro, la Città degli Elfi Bianchi, La Città della Primavera, la Città sempre Bianca. Vagor si rese conto che quello che aveva di fronte era al tempo stesso tutti i nomi che aveva sentito, ma anche molto di più.

La Città di Norender non è altro che uno dei luoghi meravigliosi che si incontrano leggendo Le Sentinelle del Patto, di Lorenzo Corti.
Primo capitolo della serie La Guerra dei Continenti, nuovo fantasy dell’autore, è un’immersione immaginaria (ma molto, molto realistica) in un mondo distrutto dai conflitti e schiacciato dalla tirannia. E fa pensare spesso e volentieri ai pericoli da cui siamo minacciati ogni giorno.

La recensione di Le Sentinelle del Patto, Lorenzo Corti

Un veliante, lungo almeno una quindicina di metri e largo sette o otto, occupava quasi tutto lo spazio al centro del giardino. Sembrava resistente ma veloce, con lo scafo affusolato e robusto. Non apparteneva a nessuna delle classi che l’ogre conosceva.

Alerin, un mondo in cui il meteorferro – ambita e preziosa riserva naturale – ha reso possibile la costruzione di macchine volanti e armi micidiali, giace in rovina, conquistato da una mitica razza di giganti, i Pentari. Uno degli ultimi Custodi del Patto – istituzione eletta dai popoli di Alerin per mantenere l’armonia tra le razze – riesce nell’impresa disperata di usare il Ferrunico, un potente artefatto, per tornare indietro nel tempo, con lo scopo di trovare i Draghi Vetusti e impedire la caduta del Patto. Per farlo, si affiderà all’aiuto dei suoi anziani maestri nel futuro, ancora giovani e ignari novizi in un passato in continuo mutamento. All’ombra della guerra incombente che cambierà per sempre il destino di Alerin, attraverso luoghi magnifici e tradizioni millenarie, tra inseguimenti e battaglie aeree, ogni personaggio sarà chiamato a mettere in gioco tutto se stesso per poter sopravvivere.

La mia opinione su Le Sentinelle del Patto, Lorenzo Corti

Le scaglie argentate erano spesse come armature e gli artigli delle poderose zampe più affilati di alabarde e asce. Come tronchi di querce millenarie, i muscoli delle braccia sorreggevano ali in grado di abbracciare il mondo intero, come un padre benevolo ma esigente. (…) Non era solo un drago.
Era uno dei Vetusti.
“Il mio nome è Loewyr Asaylathoren. Ma tu mi conosci col nome di Cuoracciaio!.

Ogni tanto la voglia di fantasy ritorna forte e potente. A volte lo fa in corrispondenza di nuove maratone fantasy televisive, da Il Signore degli Anelli a Harry Potter, più spesso quando ho bisogno di circondarmi da un mondo fantastico, dove ci sono sì il Bene e il Male, ma sono controllabili con il semplice gesto del chiudere il libro.

Le Sentinelle del Patto, di Lorenzo Corti, è arrivato al momento giusto, con le sue belle dimensioni, la copertina misteriosa, le sue più o meno 500 pagine di avventura, fascino, fantasia, salti nel passato e voli nel futuro. È arrivato con i draghi, gli esseri fatati, gli elfi e gli orchi. Con le battaglie e le armi, la bontà d’animo e il coraggio. È arrivato con le mie amate cartine disegnate e ricche di particolari, nomi e storie. E anche con qualche ricetta da riproporre in salsa più umana…

Una piacevolissima lettura, un’avventura che mi ha lasciato col fiato sospeso, mi ha fatto sognare sulla via di Norender, mi ha conquistato su ogni fronte. Aspetto il seguito fin da ora, mi auguro arrivi prestissimo!

Le Sentinelle del Patto
Lorenzo Corti
Multiplayer Edizioni, 2020, pag. 528, € 19,90
EAN: 9788863555103

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