
Cosa farebbe Ivan Drago al mio posto?
La recensione di Dalle 9 alle 6 di Davide Staffiero
Nel romanzo di Davide Staffiero si parla di ritmi di lavoro massacranti e capi spietati con un’atmosfera claustrofobica quasi da thriller e la legge del più forte a farla da padrone.
Il protagonista è Alex Magni, laureato a pieni voti, conoscenza di cinque lingue straniere. Un ottimo curriculum che promette di aprirgli le porte del lavoro dei suoi sogni: essere assunto in una delle ditte più competitive e importanti.
Fin dal colloquio iniziale capiamo di trovarci all’interno di un sistema che non ha nulla a che vedere con il mondo che conosciamo. Perché per scalare la vetta ed arrivare ai piani alti, e alla cravatta nera, Alex dovrà essere il migliore non solo per rendimento aziendale ma anche nel corpo a corpo.
Infatti spesso è con la forza bruta che si deve dimostrare al proprio superiore quanto si vale, quanto si è disposti a mettere in gioco per difendere i risultati ottenuti. Lavorare in questo modo si rivela logorante perché tutta la giornata è dedicata a dare sempre di più, guardarsi le spalle, capire di chi fidarsi.
Alex che è cresciuto a pane e film d’azione anni ottanta crede nella forza fisica, nel non abbassare la testa, nell’essere il più forte ma per sopravvivere e mantenere il posto non sempre usare solo la forza bruta si rivela la scelta migliore.
La mia opinione su Dalle 9 alle 6 di Davide Staffiero
Questo è il secondo romanzo di Davide Staffiero che leggo. Il libro precedente Il programma mi era piaciuto perché raccontava una storia all’apparenza semplice che però riservava sorprese trasformandosi quasi in un racconto di fantascienza con accenti horror.
Dalle 9 alle 6 conferma la bravura dell’autore che dimostra di saper scrivere bene, con una prosa fluida, accattivante e mai banale.
Devo ammettere però che non mi ha entusiasmata come il primo.
Credo sia colpa di tutto il testosterone che impregna la storia e del protagonista che non si fa amare. Probabilmente l’intento di Davide Staffiero è di non farci provare empatia o solidarietà con Alex che seguiamo nella sua folle lotta destinata a trasformarsi in una catastrofe annunciata.
Il finale non è scontato e lascia al lettore una profonda riflessione sui desideri e sulle conseguenze. Perché l’autore, pur raccontando una storia che sfiora la distopia, in fondo ci racconta la società moderna e quanto siamo disposti a sacrificare per arrivare. Soprattutto ci ricorda che nulla è permanente e che ciò che faticosamente, rinunciando a volte anche alla vita privata, abbiamo ottenuto può essere perso per sempre nel giro di un minuto.
Vale la pena allora affannarsi per diventare uno dei tanti completi grigi che si muovono come insetti tutti i giorni alla stessa ora nei corridoi dell’azienda, che picchiano sui tasti del computer, che vivono una snervante rivalità con i colleghi?
Abbiamo dimenticato che si lavora per vivere e non il contrario e che il tempo libero è un diritto sacrosanto.
Buona lettura.
Dalle 9 alle 6
Davide Staffiero
Edikit, 2022, p.326, €. 16,00








