La pazza della porta accanto, Alda Merini

“E allora il poeta deve parlare, deve prendere questa materia incandescente che è la vita di tutti i giorni, e farne oro colato… Ora la poesia dovrebbe essere un fenomeno un po’ più extraconiugale, diciamo un fenomeno collettivo. Per carità, non tutti hanno voglia, quando tornano dal lavoro, di leggersi i poeti, che Dio ce ne guardi. Però la poesia fa la vita, riempie magari certe brutte lacune, alle volte anche la fame, la sete, il sonno. Magari anche la ferita di un grande amore, un amore che è finito, oppure un amore che potrebbe nascere.”

La recensione di La pazza della porta accanto, Alda Merini

La citazione qui sopra è lunga, lunghissima, ma non è possibile tagliarla senza snaturarne il senso.
Qui c’è tutto il mondo di Alda, la sua idea, la sua strana vita, la sua poesia, le sue passioni, il suo amore.

La pazza della porta accanto di Alda Merini, che raccoglie pezzi di vita, poesie, racconti, interviste e ricordi della sua vita passata, è un po’ così: un puzzle, un rompicapo di episodi e di amori, di confessioni alle figlie e alle persone che ha amato.
E si fatica a trovare il filo, si fatica a capirne il senso, ma se ci si affida alle parole, alla musica che esce dalle pagine, ecco che un significato arriva. Dritto al cuore.
Così come ogni parola di Alda.

La pazza della porta accanto
Alda Merini
Bompiani, 2019,p. 156, €. 12,00

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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