
Nessuna storia resterà sepolta nella terra in cui è nata. Il vento afferra le parole, le ruba, le porta in giro, le lascia sospese finché qualcuno non le prende per donarle a chi presterà loro attenzione.
La recensione di Ogulnar, Luciana De Palma
La piccola Ogulnar possiede un dono prezioso: le parole. Le sa scegliere come nessun altro, sa giocare con loro, sa trasformarle in poesia, sa come usarle per compiere miracoli.
Nel deserto dove abita, nel suo villaggio nel Turkmenistan, Damla, tiene segreto questo suo dono perché pensa che nessuno la capirebbe. Scrive le sue poesie su fogli strappati dal libro dei conti del padre e le nasconde in una scatola di latta, sotterrata in un luogo sicuro. Fino a quando le parole di Ogulnar non guariscono un bambino che stava per morire.
Il miracolo risveglia i cuori e i sei vecchi saggi del villaggio chiedono a Ogulnar di leggere le sue parole la sera davanti al fuoco dove tutti si incontrano e riposano dopo le incombenze quotidiane: vivere nel deserto è una fatica grande e il potere taumaturgico delle parole di Ogulnar è ristoratore.
Non tutti possono raccontare storie. Anche se è desiderio comune farsi ascoltare, pochissimi hanno il dono dei ragni che tessono con perfezione e semplicità le loro tele.
La mia opinione su Ogulnar, Luciana De Palma
Bisogna amare le parole, anche quando si fanno pesanti e dense e sembra di perdersi nel loro suono, per restare incantati da questo racconto: Ogulnar di Luciana De Palma è una piccola creatura, irreale a volte, per la sua capacità di ascoltare quella voce magica che le suggerisce poesie, frasi e emozioni: nel vento del deserto, fra nuvole di sabbia, caldo torrido, freddo glaciale, le parole raccolte da Ogulnar disegnano volute e paesaggi, continuando a tessere tele perfette, che non sempre portano a conclusioni definite ma ogni volta ispirano visioni e stimolano la fantasia e il sogno.
Lo stile di questo romanzo di Luciana De Palma è spesso molto carico, qualche recensione che ho letto la descrive come una che “si compiace troppo nella scrittura”, “colma di enfasi e satura di retorica”. Sì, a volte lo è. Ma questo non toglie una virgola al messaggio importante che credo voglia mandare:
Quando nessuno parla in casa o quando attraverso il deserto, il silenzio mi fa sentire il rimbombo dei miei pensieri ed è come prendere un pugno in faccia. Ma se avessi parole per dire di cosa sono fatti quei pensieri, mi sembrerebbe di riuscire a domarli.
Di questo è convinto il fratello di Ogulnar, di questo sono convinta anch’io. E mi auguro che questo viaggio nella magia delle parole possa continuare, così come continuerà quello di Ogulnar. Dopotutto
I sogni vanno di pari passo con la tentazione di realizzarne qualcuno, ma per fare questo è necessario andare lontano. E andare lontano è la specialità dei poeti.
Ogulnar
Luciana De Palma
Les Flâneurs Edizioni, 2025, p. 232, €. 18,00








