
Si sentono solo i rumori del bosco.
D’inverno è ancora molto buio.
Ma del buio non ho paura.
La recensione di Del buio non ho paura di Silvia Vecchini con le illustrazioni di Sualzo
Leonard è cresciuto in una casa-famiglia. Intorno a lui, negli anni, persone sono arrivate e se ne sono andate: bambini, ragazzi, educatori. Lui invece è rimasto, imparando a convivere con domande che nessuno sembra poter sciogliere davvero. Cerca di costruirsi una quotidianità fatta di scuola, amicizie e della presenza rassicurante di Stella, una ragazza capace di offrirgli fiducia e un punto fermo in mezzo alle incertezze.
Quando in televisione sente parlare della scomparsa di una ragazza, qualcosa dentro di lui si mette in movimento. Quella vicenda sembra risvegliare ricordi, dubbi e interrogativi che ha sempre tenuto nascosti. Inizia così un percorso che lo porterà a confrontarsi con il proprio passato, con ciò che è stato e con ciò che ancora non conosce di sé.

Del buio non ho paura è una graphic novel intensa e delicata, capace di affrontare temi complessi senza mai risultare pesante. Silvia Vecchini costruisce una storia che parla di identità, appartenenza, memoria e ricerca delle proprie radici, accompagnando il lettore attraverso le fragilità e le speranze del suo protagonista. La narrazione procede con sensibilità, lasciando spazio alle emozioni e ai silenzi, elementi che spesso raccontano quanto e più delle parole.
Le illustrazioni di Sualzo svolgono un ruolo fondamentale nel dare profondità al racconto. Immagini e testo dialogano costantemente, contribuendo a rendere tangibili gli stati d’animo dei personaggi e a trasmettere il peso delle loro esperienze. Il risultato è una lettura coinvolgente, in cui la componente visiva non accompagna semplicemente la storia, ma ne diventa parte integrante.
Uno degli aspetti più riusciti del libro è la capacità di raccontare il trauma e la mancanza senza rinunciare alla speranza. Leonard è un ragazzo che porta dentro di sé ferite profonde, ma il suo percorso non è soltanto una ricerca del passato: è anche un cammino verso la consapevolezza e l’accettazione. La storia mostra come sia possibile guardare in faccia il dolore senza esserne definiti, trovando nella relazione con gli altri la forza per andare avanti.
Pur essendo rivolto a lettori e lettrici a partire dai dodici anni, il libro riesce a parlare anche agli adulti grazie all’universalità dei temi affrontati. Il bisogno di sapere chi siamo, il desiderio di sentirsi parte di qualcosa e la necessità di fare pace con la propria storia personale sono questioni che attraversano ogni età.

Del buio non ho paura è quindi molto più di una semplice graphic novel per ragazzi: è una storia di crescita, di coraggio e di ricerca, raccontata con grande sensibilità da due autori che sanno parlare al cuore dei lettori. Una lettura che invita a riflettere sull’importanza dei legami e sulla consapevolezza che, anche nei momenti più difficili, non siamo mai davvero soli.
Buona lettura.
Del buio non ho paura
Silvia Vecchini
Illustratore: Sualzo
Il Castoro, 2026, 184 pag., € 15.50








