Despero, Gianluca Morozzi

Nel 1988 giravo per i corridoi del mio liceo con maglietta dei Black Sabbath, chiodo nero con stemma della Mercedes alla spallina, cintura con scritta a fil di ferro only the good die young.

La recensione di Despero, Gianluca Morozzi

Kabra è il peggior chitarrista del mondo. Ha due amori: i Despero, la sua band, e Sarah con l’acca, che ama in segreto da dodici anni.
Questo romanzo suona musica, amore, passione, disperazioni sentimentali, rock disastroso, Bologna che cambia.
E la suona dal 1988 fino a oggi. Un bello spaccato di vita rock.

Gesù, un altro concerto del genere e divento pazzo.
Non ci siamo pagati nemmeno la benzina, stavolta.

La mia opinione su Despero, Gianluca Morozzi

Ho iniziato Despero di Gianluca Morozzi con la voglia di tornare a quegli anni, all’adolescenza e alla musica. E li ho trovati tutti, quegli anni, tra le bottiglie di Four Roses, le videocassette e le cabine telefoniche, la maglietta dei Black Sabbath.
Quanto al ritorno al passato ci siamo pieni.
Quanto al romanzo in se stesso, è rock. Tragico. Comico a tratti. Disperato.
Dovrei provare a leggere altro per capire se mi piace totalmente Morozzi. Diciamo che il suo esordio non è male per nulla 🙂

Despero
Gianluca Morozzi
Fernandel, 2025, p. 159, €. 12,00

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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