Con gli occhi di Amalia
marzo 6, 2010 by Elisa
Buongiorno a tutte. Mi trovo a scrivere la mia prima presentazione e, devo ammetterlo, la cosa mi emoziona e inorgoglisce.
Non so nemmeno bene come iniziare, quindi vado un po’ a braccio.
Innanzitutto vorrei spiegare come è nato “Con gli occhi di Amalia”. All’inizio era un racconto di pochissime pagine, e la storia ben poco aveva a che vedere con quello che è ora. Era lì, in una cartella chiamata banalmente “racconti”, insieme a qualche altra decina di testi scritti nel corso di una quindicina d’anni. Un giorno che avevo tempo libero l’ho riaperto, mentre vagliavo le cose da salvare o meno in vista di una successiva formattazione del pc. Ho riletto quella storiella nata una qualche sera di qualche anno fa, meno di tre pagine di word sull’amicizia tra una bambina con problemi e una vecchia gatta. E poi… e poi la storia è venuta da se… nella mia mente si sono formate altre scene, altri ambienti, altre persone, altri dialoghi. E coloro che amano scrivere racconti, storie, poesie etc sanno che quando questo succede… ti metti lì e scrivi…e così è stato. So che è banale, e sicuramente poco “romantico”, ma non mi va di inventarmi fantomatiche ispirazioni. Semplicemente, come capita a molti, viene in mente una storia, e se riesci a metterla nero su bianco, ti senti bene. Ma bene davvero… rilassata, allegra, soddisfatta. Così, nelle tre settimane successive, è nato “Con gli occhi di Amalia”.
Alla fine ho riletto tutto e… mi piaceva. Falsa modestia a parte, ho pensato di aver letto spesso cose peggiori, testi che ora si trovavano sparsi tra le varie mensole e librerie di casa mia. Così mi sono informata su come poterlo proporre alle case editrici, ho stampato alcune copie, le ho spedite, partendo dal presupposto che se nessuno lo avesse accettato, nella mia vita non sarebbe comunque cambiato nulla… e poi mi ha telefonato la Effequ di Orbetello, e da lì è partito tutto.
Ora vi scrivo qualcosa sulla protagonista della storia: Amalia. E’ la classica gatta di casa. Testarda, vanitosa, pigrissima, ruffiana, tenera, opportunista. E’ semplicemente una gatta. Amalia non parla, non pensa come un essere umano, non indossa gli stivali, non vive avventure particolari in giro per il mondo. E’ solo una gatta come quella che chiunque di noi ha, ha avuto, o potrebbe avere in casa.
Ma chi di noi vive o ha vissuto insieme a questo magnifico felino, sa benissimo che un gatto non è mai solo questo.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerne il carattere, il modo di fare, il suo semplicissimo “essere gatto”, chi ne ha apprezzato i pregi e i difetti, chi ha imparato a stimarne tutti i lati, sa che c’è qualcos’altro. Qualcosa di misterioso, qualcosa di magico, qualcosa di indefinibile, qualcosa che intravediamo ogni tanto di sfuggita quando ci troviamo a fissare quegli occhi meravigliosi. Un lampo che passa e non facciamo mai in tempo a catturare, e ci chiediamo se lo abbiamo visto veramente o se lo abbiamo solo immaginato. Ma poi succede ancora, e poi ancora… ed ecco allora che nasce in noi quella certezza granitica, quella consapevolezza che non ci stiamo sbagliando, che il nostro amico, proprio in quanto gatto, è davvero un essere speciale.
Non posso e non voglio dilungarmi oltre su quest’argomento, perché chi non ha gatti non sa di cosa stia parlando o mi prende per pazza, chi li ha non ha bisogno di troppe spiegazioni.
Poi vorrei parlare delle descrizioni nel libro: praticamente non ce ne sono. Chi lo ha già letto mi ha detto che mettendo una serie di descrizioni avrei potuto fare un libro “serio”, un libro con molte pagine in più. Ma io non ci riesco. Sono minimalista in questo. Sarà che ho letto chissà quanti libri con inutili descrizioni di varie paginate sui mobili che arredavano la casa del protagonista, o sull’erba, le panchine e ogni singolo albero presente in un parco. Per non parlare delle descrizioni particolareggiatissime sulla fisicità dei protagonisti.
Io non ci riesco. Penso che una descrizione debba essere strettamente funzionale al racconto e mai inutile. E penso che posso dare indicazioni di massima, posso dire se il protagonista è un tipo alla George Clooney o alla Danny de Vito, o se abita in un monolocale piuttosto che in una villa con piscina, ma poi ogni lettore, me compresa, ha in mente il “suo” monolocale, e non sarà mai quello che ho in mente io. Ha in mente il “suo” cinquantenne separato, e non sarà mai il mio. Ogni lettore legge creando nella propria mente l’immagine degli ambienti, dei protagonisti, delle situazioni, ma devono essere sempre e comunque SUOI perché possa vivere la SUA storia.
Ringrazio tutte per aver letto questa presentazione. E spero naturalmente che leggerete il libro e che vi piaccia.
Sabrina Zollo









Mi incuriosisce molto la storia.
E mi ha affascinato il modo in cui è stata concepita.
Complimenti!
Wow!!! Anche a me ha incuriosito parecchio!
voglio leggerlo.
Grazie a tutte.
Volevo informarvi che il libro sarà dal 15 marzo in tutte le librerie, acquistabile direttamente da scaffale o su ordinazione (arriva in pochissimi giorni). Si può anche acquistare on line naturalmente.
Chi vuole può iscriversi al mio gruppo su facebook http://www.facebook.com/#!/group.php?gid=334519524494 dove trovate gli aggiornamenti e informazioni più dettagliate. Spero di ritrovarvi anche su facebook
Ora scusate, ma la gatta Nina mi si è messa in braccio a pancia all’aria e vuole le coccole… IL DOVERE MI CHIAMA!!!
Sabrina
P.S. W I GATTI!!!
Ops… sembra che sia venuto male il link al gruppo… ci riprovo…
http://www.facebook.com/group.php?gid=334519524494
Se non va neanche questa volta, basta cercare Gli a…mici di Con gli occhi di Amalia
ho ricevuto il libro per il candy e sarò felicissima di leggerlo… kiss rosa
Mi raccomando Rosa poi vogliamo un commento
Cara Sabrina, dopo aver letto il tuo libro, tutto d’un fiato, spero sinceramente che – presto molto presto – ti venga in mente un’altra di queste storie… e che tu la scriva, in tre settimane o giù di lì! E che tu la pubblichi in men che non si dica!
)
Grazie per quello che ci hai raccontato. Bella storia, davvero bella storia. E te lo dice una che non ha mai vissuto con un gatto.