Agatha Raisin e la quiche letale, M.C.Beaton

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Il cottage di Agatha se ne stava in posizione isolata in fondo a una delle strade laterali. Assomigliava ai cottage dei calendari che le piacevano tanto quando era bambina. Era basso, costruito con la pietra dorata dei Cotswolds, aveva il tetto di paglia, di paglia nuova, canna di Norfolk, e finestre a battenti. Sul davanti c’era un giardinetto, un altro, lungo e stretto, era sul retro

Io non ho mai amato particolarmente i gialli, ormai lo sanno anche i muri.
Già, ma qui si tratta di roba più adatta a me: si tratta di intrighi, di chiacchiere di paese, di piccoli misteri sbadati in piccoli paesi tipo Cabot Cove (quello di Jessica Fletcher, ricordate?). Sì perché la nostra Agatha me la ricorda proprio un sacco la mia amata Jessica. Forse in una versione più trasgressiva, con tanto di gin sempre a portata di mano, con pranzi e cene da scongelare o da consumare direttamente al ristorante, perché lei di cucinare proprio non ne vuol sapere…

Insomma. Agatha Raisin, dopo anni di lavoro nelle pubbliche relazioni, di città inquinate e vita frenetica, decide di vendere tutto quanto, andarsene in pensione anticipata (a 53 anni, buon per lei!) e di ritirarsi in uno dei piccoli paesi dei Cotswolds, pittoresche colline nel bel mezzo dell’Inghilterra (mi hanno talmente incuriosito che prima o poi su quella zona faremo un bel LeggendoViaggiando, che ne dite?)

I Cotswolds sono, questo è certo, una delle poche bellezze artificiali del mondo: villaggi pittoreschi di case in pietra dorata, giardini graziosi, viottoli tortuosi affogati nel verde, e chiese antiche. Agatha aveva trascorso nei Cotswolds una vacanza breve e magica, quando era bambina. Ai suoi genitori il posto era parso detestabile, avrebbero fatto meglio ad andare come al solito nel villaggio turistico Butlin, ma per Agatha i Cotswolds erano tutto quello che poteva desiderare dalla vita: bellezza, pace e sicurezza. Fin da piccola, dunque, aveva deciso che un giorno sarebbe andata a vivere in uno di quei cottage graziosi, lontano dal fracasso e dal puzzo cittadino.

Solo che la vita di paese le sta un po’ stretta: vorrebbe essere ammirata e accolta dagli abitanti ma invece si sente un po’ snobbata da tutti quanti. Quale occasione migliore che vincere una gara di torte? Ma non tutti sanno cucinare così bene, Agatha, vero? E stavolta ci scappa il morto.
Ingiustamente accusata dell’omicidio, Agatha comincia a indagare per scoprire chi è l’assassino. Solo così – ne è convinta – Agatha potrà ottenere l’ammirazione di tutta Carsely…

D’estate non c’è cosa migliore che godersi qualche lettura leggera, vero?
In questo caso la leggerezza è piaciuta anche a me: Agatha Raisin è un personaggio non troppo simpatico e perfetto come ci aspetteremmo, gli abitanti del suo nuovo paese sembrano cordiali ma in realtà sono pieni di difetti, come tutti noi, gli eventi non sono poi così scontati. Non stiamo parlando di thriller, non certo di quell’ansia e quell’adrenalina che ti tengono col fiato sospeso, ma di un buon modo di osservare la realtà, non solo in caso di omicidio (e anche di qualche buona ricetta a cui ispirarsi per cucinare ogni giorno qualcosa di nuovo alla truppa di casa, lo ammetto! 😉 )

Continuerò a leggere, la saga di Agatha non finisce qui!

Agatha Raisin e la quiche letale
M. C. Beaton
Astoria, 2011, p. 257, € 9,60
ISBN: 9788896919057

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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