Tempo assassino, Michel Bussi

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Clotilde  si girò e osservò per un attimo le lune gemelle al largo della Revellata, una caduta in acqua, l’altra appesa al cielo scuro: sembravano due fuggiasche inseguite dal faro della penisola, la prima tremante e la seconda spaventata. Fu tentata di chiudere gli occhi. In fondo era così semplice teletrasportarsi su un altro pianeta.
Coordinazione delle palpebre.
Uno, due, tre…sipario.
Invece no, doveva tenerli aperti, approfittare degli ultimi minuti, scrivere il sogno nel quaderno posato sulle ginocchia prima che volasse via. Incidere le parole sulla pagina bianca, un’urgenza assoluta.

Estate 1989, Corsica, Clotilde quindicenne in vacanza con la sua famiglia, annoiata dalla riunione familiare si rifugia nella musica e nel suo diario, quando suo fratello Nicolas la chiama per recarsi a un concerto con mamma e papà abbandona di malavoglia sogni e diario per salire sull’auto rossa che guidata dal padre nervoso va a schiantarsi su una curva cadendo in un precipizio. All’incidente sopravvive solo Clotilde che  nel 2016 tornerà in Corsica insieme al marito e alla figlia  per cercare di ricordare, o, forse, di dimenticare.

Ma com’è possibile dimenticare se tutto  riporta a quell’estate, il camping dei Tritoni ancora uguale a ventisette anni prima, gestito dal figlio del proprietario dell’epoca, nella casetta vicina c’è ancora il signore tedesco il cui figlio allora adolescente condivideva le serate e gli sguardi languidi verso MariaChiara, la bella del gruppetto, con il fratello Nicolas. Anche il nonno Cassanu Idrissi proprietario di quasi tutta la zona sembra ancora combattivo come anni prima, mentre Natale il pescatore, amore segreto di Clotilde adolescente sembra essersi adagiato in un matrimonio di comodo. Tutti questi personaggi insieme ad alcune lettere  misteriose costringeranno Clotilde a ricostruire la sua storia attraverso i ricordi che pian piano emergono.

Dopo aver letto dello stesso autore “Ninfee nere” temevo una delusione, invece questo secondo romanzo è altrettanto coinvolgente e pieno di misteri che si svelano pian piano, la scrittura che alterna passato e presente contribuisce a tenere viva la suspance, inoltre la descrizione degli splendidi paesaggi corsi contribuisce a rendere avvincente la narrazione. Ultimo ma non meno importante la protagonista ha la mia stessa età quindi la parte riguardante la sua adolescenza ha suscitato in me qualche ricordo e riflessione sullo scorrere del tempo.

Il tempo è assassino.
Ma certe volte ha delle attenuanti.

 

 

Tempo assassino
Michel Bussi
Edizioni E/O, 2016, p. 510, €. 16,00

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quarantaduenne, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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