Il gusto proibito dello zenzero, Jamie Ford

Henry era riuscito a salvare la maggior parte delle foto di Keiko. Le aveva ripulite dal fango e dalla sporcizia sulla manica della giacca e le aveva riposte nel vecchio lavabo sotto le scale, almeno finché non avesse potuto chiedere a Sheldon di tenergliele. Tuttavia, da quel momento cominciò a sentirsi come un fantasma nel piccolo appartamento che divideva con i suoi genitori. Loro non gli rivolgevano più la parola; anzi, a stento riconoscevano la sua presenza. Parlavano fra di loro come se lui non ci fosse, e quando volgevano lo sguardo dov’era lui, fingevano entrambi di vedere al di là della sua sagoma. O, quanto meno, Henry sperava che fingessero.

La recensione di Il gusto proibito dello zenzero, Jamie Ford

Seattle.
La cantina dell’Hotel Panama è come una grande capsula del tempo. Sono passati quarant’anni eppure a Henry Lee, americano di origini cinesi, basta un’occhiata per riconoscere quell’ombrello di bambù bianco e rosso.
Sono passati tanti anni, si. Ma lui ricorda chiaramente ogni istante passato insieme a lei.

Keiko.
Quel nome lo riporta indietro nel tempo a quando lui, dodicenne frequentava, grazie ad una borsa di studio, una scuola di Seattle, unico cinese tra i bianchi. E sopportava le umiliazioni e gli scherzi crudeli dei compagni di scuola. Fino all’arrivo di Keiko, di origini giapponesi ma fiera di essere una cittadina americana, con la quale intreccia una tenera amicizia. Ma gli avvenimenti storici (Pearl Harbour in primis), il padre di Henry, che lo obbliga ad indossare un distintivo con su scritta la frase IO SONO CINESE, la legge sui campi di internamento, che costrinse migliaia di giapponesi a lasciare le loro case e a trasferirsi in questi ghetti, li separano.

“Una volta suo padre aveva detto che le scelte più difficili nella vita non sono quelle fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, bensì quelle fra ciò che è giusto e ciò che è meglio. La cosa migliore era rinunciare a Keiko. Lasciarla andare. Ed era appunto quello che Henry aveva fatto…”

La mia opinione di Il gusto proibito dello zenzero, Jamie Ford

“Il gusto proibito dello zenzero”, opera prima di Jamie Ford, è divenuto in poco tempo dalla sua pubblicazione, un besteller internazionale. Merito dei tanti elementi che lo caratterizzano: l’amore impossibile, l’incomunicabilità tra figli e genitori, il razzismo, il jazz.

L’autore si avvale di una scrittura molto particolareggiata, soprattutto quando descrive i quartieri di Seattle, e avvincente, grazie all’alternanza di episodi presenti e passati, che stimolano la curiosità del lettore e fanno scoprire, pian piano tutti i tasselli di questa grande storia d’amore.

Mi sono appassionata alla lettura di questo romanzo come non mi succedeva da tempo. Ho amato molto anche due personaggi minori della storia: Sheldon, l’amico di colore di Henry, musicista jazz e profondamente convinto che l’amore vince su tutto; e la Signora Beatty, la responsabile della mensa della scuola dove lavorano Henry e Keiko e che, forse involontariamente, forse con coscienza, svolgerà un ruolo importante nella loro storia.

Insomma, questo libro mi è piaciuto talmente tanto che sto rischiando di svelarvi il finale, quindi….mi fermo qui e vi auguro

Buona lettura!

IL GUSTO PROIBITO DELLO ZENZERO
Jamie Ford 
Garzanti Editore, 2010, pag. 372, € 18,60

Silbietta
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

7 COMMENTS

  1. L’ho finito di leggere la scorsa settimana. Beh che dire … io lo consiglierei!!! Fosse solo per la dolcezza che traspare dallo stile di scrittura e per la tenera storia di amicizia e amore vissuta in un periodo storico di cui non sapevo assolutamente nulla …

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