Diario di Rondine, Amélie Nothomb

“Ero reduce da una sofferenza d’amore così idiota che è meglio non parlarne. Alla sofferenza si aggiungeva la vergogna della sofferenza. Per impedirmi un simile dolore, mi strappai il cuore. Un’operazione semplice, ma poco efficace. Il dolore che mi aveva assediato dilagava ovunque, sotto la pelle e sopra, negli occhi, nelle orecchie. I miei sensi mi erano nemici e non la smettevano di ricordarmi quella stupida storia. Decisi allora di uccidere le mie sensazioni (…) Fu un suicidio sensoriale, l’inizio di una nuova esistenza”.

Con il breve romanzo, letto in una sera, la Nothomb ci  racconta la storia di un uomo che dopo una delusione d’amore, decide di non soffrire più, diventando un freddo sicario, che prova piacere nell’uccidere in quanto nella morte altrui si sente realizzato.
Nella sua nuova vita non ha mia tempo per pensare o forse è più giusto dire che non se lo può permettere.
Non a caso anche la scelta dei nomi del protagonista, che erano quelli di due pontefici e non viene mai citato quello vero
Fino a quando un giorno qualcosa cambia nella sua vita. Infatti gli ordinano di uccidere un ministro e la sua famiglia e qui tra le carte trova il diario segreto della figlia adolescente del ministro e ciò risveglia in lui una profonda ossessione che sconvolgerà la sua vita.  Sarà la storia di un amore mai nato, un incontro casuale che ha cambiato il suo destino, un amore iniziato dalla fine. Il protagonista che ha perso il senso della vita, non apprezza più nulla, si renderà presto conto che non solo uccidere gli dava piacere.

DIARIO DI RONDINE
Amélie Nothomb
Editore Voland, 2006, p. 112, € 12,50
ISBN-13: 9788888700762

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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