Il casellante, Andrea Camilleri

Si misi a rapriri e a chiuiri la vucca come se si ripassava le palori e po’ fici chiaro chiaro:
“Vinni ‘u tempu d’innistarimi”.
Voliva essiri ‘nnistata! “Ma pirchì voi addivintari àrbolo?” addimandò Nino dispirato.
L’occhi di Minica, per un sulo momento, tornaro a essiri vivi.
“Voglio fari frutti”.
Allura Nino accapì. Se non ce l’aviva potuto fari come fimmina ad aviri figli, voliva provari a fari frutti addivintando àrbolo.
E in quel momento giurò che l’avrebbi sempri accuntintata, a costo d’addivintari lui stisso concime, terra, filo d’erba, acqua.

Il casellante è una sorta di favola dialettale, dai risvolti amari.
Narra la vita di Nino il casellante, e di Minica, sua moglie adorata, in un periodo storico non facile quale il Fascismo.
Nino, che oltre al suo lavoro suona anche la chitarra la domenica, ha la vita scandita  dall’orario dei treni.
Ma nonostante tutto è felice.
Se solo lui e Minica potessero avere il tanto desiderato figlio.
A turbare la loro routine quotidiana, la costruzione di alcuni bunker proprio sulla spiaggia, a due passi dal casello.
E, come spesso accade, ad un avvenimento negativo ne seguono spesso altri, che preparano la tragedia:
un casellante di un casello vicino a quello di Nino inizia ad importunare Minica (che, nel frattempo, è anche riuscita a restare incinta).
Nino viene arrestato per aver suonato quello che non doveva suonare.
Minica perde il figlio, diventa sterile e impazzisce: se non può avere figli,  allora diventerà un albero e potrà avere, così, dei frutti.
E si mette nel campo con i piedi nella terra, pronta a trasformarsi in qualcosa che lei, nella vita, non potrà mai essere.

Una favola amara, ma profonda, che racconta di tragedie umane.
E un grande, immenso amore.
Raccontata con la consueta maestria di Camilleri.
Un piccolo gioiello letterario.
Da leggere piano piano, per evitare che finisca troppo presto.

Il casellante
Andrea Camilleri
Edizioni Sellerio (La memoria), 2008, 143 pag., 11 €
ISBN 9788838923029

5 COMMENTS

    • E’ vero 🙂
      Che di Camilleri finora avevo letto solo Montalbano.
      Questo è proprio su un altro livello drammatico.
      Mi piace molto (soprattutto ora che ho corretto l’obrobrio ortografico che avevo lasciato…o meglio che la mia cavolo di connessione non mi aveva corretto come avrei voluto…) 🙂

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here