Vuoto d’amore, Alda Merini

Il pastrano
Un certo pastrano abitò lungo tempo in casa
era un pastrano di lana buona
un pettinato leggero
un pastrano di molte fatture
vissuto e rivoltato mille volte
era il disegno del nostro babbo
la sua sagoma ora assorta ed ora felice.
Appeso a un cappio o al portabiti
assumeva un’aria sconfitta:
traverso quell’antico pastrano ho conosciuto i segreti di mio padre
vivendolo così, nell’ombra.

Di sicuro questa non è la poesia più famosa tratta da questa antologia di poesie di Alda Merini.
Leggerla per la prima volta, però, è stato come veder materializzare quel pastrano di fronte a me, quel babbo assorto e felice, quella sagoma rassicurante; è stato rivivere il rapporto tra una figlia e suo padre, a volte così complicato e pieno di conflitti; è stato sentire la nostalgia di qualcosa ormai passato, ma anche vivere la serenità di un’immagine così semplice e consueta: anche un cappotto, in fondo, può darci tante emozioni diverse.

Ed è questo che mi piace di Alda Merini: il fatto che riesca a dare (o almeno, ci riesce col mio animo), con poche semplici parole, un marea di sensazioni ed emozioni. Se poi uno va oltre, inizia a leggere della sua vita, indaga tra le pagine che ha scritto… allora… ma questa è un’altra storia e la scopriremo al momento giusto! 🙂

Vuoto d’amore
Alda Merini
Einaudi (collana Collezione di poesia), 1991, 140 pag., € 11,90
ISBN: 978-8806122294

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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