La collina delle fate, Diana Gabaldon

Premetti il mio polso contro il suo, battito contro battito, cuore contro cuore.
“Sangue del mio sangue…” bisbigliai.
“Ossa delle mie ossa”. Il suo sussurro profondo e roco. Si inginocchiò all’improvviso di fronte a me e mise le mani giunte tra le mie: gesto che compie un Highlander quando giura fedeltà al suo capoclan.
“Ti dono il mio spirito”, continuò, il capo chino sopra le nostre mani.
“Finché la nostra anima non sarà resa”, conclusi piano. “Ma non è ancora finita, Jamie, vero?”

La trama

Dopo vent’anni passati nel ventesimo secolo a crescere Brianna, la figlia che ha avuto dal suo amato Jamie, la coraggiosa Claire – che lo credeva morto – scopre che invece lui è ancora vivo e decide di tornare ‘a casa’, attraversando ancora una volta il magico cerchio di Craigh na Dun. Ci saranno mille avventure e tante dure realtà da affrontare, tra pirati senza scrupoli e minacciose tempeste, ma l’amore può tutto, si sa…

Le impressioni

Affronto per la prima volta quest’autrice. E lo faccio partendo da un capitolo ‘di mezzo’, all’interno di una saga, quella di Claire e Jamie. Due personaggi con un carattere forte e combattivo, uniti da un amore che supera i confini del tempo. Romanticismo a tratti, sì, ma anche un bel po’ di passione in quest’avventura esotica nelle Indie Occidentali del XVII secolo. Che mi è piaciuta in maniera particolare per i ‘modi’ di questa donna, duri, forti, decisi. E per la dolcezza, la delicatezza e la gentilezza del suo uomo…
A volte la lettura rallenta un po’ ma, nel complesso, l’ho considerato un modo per riprendere fiato, dato che nel resto del libro non ci sono momenti di calma, tra tempeste, arrembaggi e minacce di tutti i tipi da affrontare.

Ora è la volta del seguito di questa saga, ne parleremo presto, su questi schermi! 🙂

La collina delle fate
Diana Gabaldon
TEA (collana Teadue), 2008, pagg. 442, € 9,00
ISBN:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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