La setta degli Angeli, Andrea Camilleri

«Se i signori soci vogliono prestare un momento d’attenzione» fici Don Liborio Spartà, presidenti del circolo “Onore & Famiglia”, «vorrei aprire l’urna e procedere al conteggio delle palline».
Nel saloni, il chiacchiario tra i soci s’astutò a picca a picca fino a un relativo silenzio. Relativo pirchì don Anselmo Buttafava si era come al solito addrummisciuto supra alla pultruna addamascata nella quali s’assittava da trent’anni e passa e runfuliava accussì forti che i vitra del balcuni che aviva davanti trimoliavano a leggio.

A Palizzolo, un paesello della provincia siciliana, i soci del locale “Circolo” sono riuniti per votare l’ammissione di un nuovo membro: l’avvocato Teresi, giornalista e difensore dei “povirazzi”, un personaggio insolito tra baroni, marchesi e ricchi borghesi, ironia della sorte proprio coloro che hanno appoggiato la sua richiesta sono assenti, la votazione è  sfavorevole all’avvocato e la riunione viene sciolta, ma Don Anselmo Buttafava non convinto, va in cerca dei due assenti e incontra – presso entrambe le dimore – il medico condotto, che lo allontana dicendo che tutti i membri delle due famiglie sono ammalati e non possono ricevere visite, da questa affermazione del medico, e dalle imposte chiuse, Don Anselmo deduce che ci deve essere qualcosa di grosso sotto: che sia scoppiata un’epidemia di colera?

Le voci corrono in fretta e si verifica un fuggi fuggi generale verso le campagne, ma la causa scatenante è ben diversa e parecchio più inquietante del colera: l’avvocato Teresi aiutato da un prode Maresciallo piemontese scoprirà l’esistenza della “setta degli angeli”, che di angelico ha ben poco.
Il prode avvocato, dopo essersi battuto per la scoperta della triste verità, riceve una lettera dall’ordine; queste sono le sue riflessioni:

Di certo, i casi erano dù: o gli davano un periodo longo di sospensioni, oppure lo radiavano. Cchiù facili la secunna.
Avrebbi dovuto abbandunare i povirazzi che s’arrivolgivano a lui, lassarli al loro destino di miserabili senza scampo.
Non è che ne aviva vinciute assà di ‘ste cause di povirazzi, la liggi finiva sempri con l’essiri dalla parti dei ricchi, ma almeno erano sirvute a dari tanticchia di spiranzia a chi non aviva mai avuto nenti da spirari.

La mia recensione di La setta degli Angeli, di Andrea Camilleri

Come sempre Camilleri descrive in maniera piacevole e coinvolgente una “piccola storia ignobile” basata su fatti realmente accaduti), ci racconta le grettezze e le miserie di un paesello, che sta in Sicilia ma che potrebbe essere in qualunque luogo, e come al solito i potenti ne escono illesi e a pagare sono solo i “povirazzi”.

Andrea Camilleri presenta La setta degli Angeli

La setta degli angeli
Andrea Camilleri
Sellerio, 2011, p. 256, € 14,00