Il ragazzo di Berlino, Paul Dowswell

“Fuga?” sbottò con ira uno dei due militari.
“Questa non è una fuga”.
Pronunciò la parola come sputandola.
“E’ tradimento della patria e quello è un traditore.
Il fatto che tu abbia scelto questo termine pè molto sospetto. Dimmi un po’, non è che anche tu hai preso in considerazione l’idea di una fuga?”

La recensione di Il ragazzo di Berlino, Paul Dowswell

Nella Germania del 1972, Alex Ostermann, sedicenne, vive con la famiglia a Berlino Est.
I genitori sono apparentemente favorevoli al regime, ma lui e sua sorella Geli non sono favorevoli all’idea sovietica e amano molto la cultura occidentale, diversa dalla loro.
Alex ama dalla musica rock, ascolta di nascosto i Rolling Stones e i Led Zeppelin e ha perfino formato una piccola band con i suoi amici. Si innamora di una ragazza che la pensa come lui e sognano insieme di andare al di là del muro.
Geli, la sorella, è un po’ dark, si veste di nero e ama fotografare edifici in rovina distrutti dalla guerra.
Solo la nonna è sincera con loro e li approva nonostante le loro idee discostino dal quelle del regime.
Mentre i genitori cercano di non approvare le loro idee per non fare correre troppi rischi ai ragazzi, anche se non sono rigidissimi.
Alla fine i comportamenti troppo individuali e ribelli, attirano la Stasi che li sorveglia perché li trova un po’ troppo diversi, con idee troppo liberali e pericolosi per il regime.
La famiglia Ostermann riesce a fuggire dalla Ddr con un sotterfugio e ad oltrepassare il muro.
Ma quando i ragazzi scoprono come ci sono riusciti si ribellano.
La tensione è sempre molto alta e credo sia molto interessante per far conoscere ai ragazzi la vita dei giovani nel periodo del Muro di Berlino.

Il ragazzo di Berlino
Paul Dowswell
Feltrinelli, 2012, p. 239

angela
Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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