La gastrite di Platone, Antonio Tabucchi

La gastrite di Platone è il titolo paradossale, scelto per l’edizione francese e qui mantenuto, di un libro nato come iniziale riflessione intorno ad un articolo di Umberto Eco basato sul concetto che l’unica cosa che l’intellettuale possa fare quando la casa brucia è telefonare ai pompieri. Insoddisfatto del ruolo del telefonista diligente, anzi, introducendo nel club rigidamente istituzionalizzato degli «intellettuali» la figura dello scrittore concepito come intellettuale «sporadico» e «clandestino», Tabucchi scalza causticamente una stereotipata icona che si vuole sacerdotale o manageriale, magari tollerabilmente querula, ma comunque sempre domestica ed esornativa, reclamando il diritto (e il dovere) dello scrittore di indagare con la sua scrittura sul «non dato da conoscere». E chiamando Sofri come interlocutore, e dunque scegliendo esplicitamente il «Caso Sofri» come nodo di una realtà che si vorrebbe formalmente «chiara», ma che sostanzialmente risulta oscura e inquietante, Tabucchi propone un discorso che è insieme un’urgente interrogazione e un allarme. Che, partiti dall’Italia, e dopo essere stati accolti dalla Francia, a noi rimbalzano (Sellerio)

Un articolo di Umberto Eco è la causa scatenante di questo discorso di Tabucchi sopra l’intellighenzia e l’esistenza di filosofi e scrittori. Il primo si esprime in modo elitario, sostenendo la necessità di isolare il lavoro dell’intellettuale al mero servizio “alto”; il secondo, con grande ironia e intelligenza, sostiene tutto il contrario, servendosi della forma epistolare e rivoglendosi ad Adriano Sofri, incarcerato dopo un processo basato sulle esternazioni di un pentito, a malapena verificate e ancora in fase di studio da parte di tanti.

Insomma: se un qualche Platone o chi per lui ha provocato una gastrite tale che perfino in Diritto soffre di stomaco, e se magari anche tu (il che mi parrebbe legittimo) sentissi un po’ di acidità al piloro, che dirti da intellettuale a intellettuale? Che tu prenda ogni mattino un cucchiamo di Magnesia Bisurata per vent’anni e vedrai che ti passa?

E’ un libro difficile questo, farcito di citazioni elevate e di nomi di pensatori illustri; Tabucchi però riesce a far passare un messaggio molto chiaro, puntando principalmente in dito contro chi si arroga il diritto di sapere la verità quando questa ancora non è chiara. Si augura l’autore che il nostro Paese, complesso e contraddittorio, non si limiti a chiamare i pompieri in caso di incendio, ma anzi si prodighi per riuscire anche a spegnerlo, anzi di più, provi a fare qualche passo per scoprire chi ha fatto divampare le fiamme.

Buona lettura!

La gastrite di Platone
Antonio Tabucchi
Sellerio, 1998,p. 104, €. 6,20
EAN 9788838914218

 
Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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