La testa perduta di Damasceno Monteiro, Antonio Tabucchi

– Il testimone con cui ho parlato stamani, disse Firmino cambiando discorso, è sicuro che Damasceno è stato assassinato dalla Guarda Nacional.
L’avvocato fece un sorriso stanco e guardò l’orologio.
– Oh, disse, la Guarda Nacional è un’istituzione militare, è proprio una bella incarnazione della Grundnorm, la cosa comincia a interessarmi, anche perché forse lei non sa quante persone sono state uccise o seviziate nei nostri simpatici commissariati negli ultimi tempi.
– Credo di saperlo quanto lei, gli fece notare Firmino, gli ultimi quattro casi sono stati seguiti dal mio giornale.
– Già, mormorò l’avvocato, e tutti i responsabili assolti, tutti tranquillamente in servizio, la cosa comincia proprio a interessarmi, ma che ne direbbe se andassimo a pranzo?, è l’una e mezzo e sento un certo appetito, c’è un ristorante qui accanto che gode della mia fiducia. A proposito, le piace la trippa?

Stavolta la recensione sarà una cosa diversa dal solito.

Perché ancora sto cercando di capire se questo libro mi sia veramente piaciuto, oppure no.
Perché non è un brutto libro, affatto. Non raggiunge nemmeno chissà quali alte vette poetiche, se così si può dire.

Però è un libro che fa riflettere. Che ci fa meditare su cosa sia la giustizia e su quanto sia fondamentale che esista e che sia amministrata nel modo più onesto possibile.

Questo è un romanzo che parla di uso arbitrario del potere da parte della polizia.
Di torture procurate ad una persona per il semplice gusto di farlo. Di sevizie, di decapitazioni.
E’ un romanzo che parla di indagini e di inchieste giornalistiche, di avvocati imponenti e di una città, Oporto, ai più sconosciuta.

E poi parla di illegalità. Di traffici di droga e di prostituzione.
E di un garzone di bottega che scopre qualcosa che non doveva scoprire…

Ma quello che più conta, di questo romanzo, è quello che ti lascia in testa. Una forte necessità di veder trionfare la giustizia, un forte bisogno di vedere sconfitta per sempre la violenza che a volte si cela tra chi dovrebbe invece assicurare la legalità.

E il fatto che a ispirare Tabucchi sia stata una storia vera.*

* “Di reale c’è un episodio ben concreto che ha mosso la fantasia romanzesca: la notte del 7 maggio 1996, Carlos Rosa, cittadino portoghese, di anni 25, è stato ucciso in un commissariato della Guarda Nacional Republicana di Sacavém, alla periferia di Lisbona, e il suo copro è stato ritrovato in un parco pubblico, decapitato e con segni di sevizie. [dalla Nota dell’autore al libro]

La testa perduta di Damasceno Monteiro
Antonio Tabucchi
Feltrinelli (collana Universale Economica), 5^ ed., 2006, pagg. 249, € 7,50
ISBN-13: 978-8807815317

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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