La voce dei morti, Simon Beckett

A prima vista avrebbe potuto essere qualsiasi cosa – una pietra, una radice
imputridita – fino a quando non ci si avvicinava. Era una mano in
decomposizione, con le ossa visibili attraverso brandelli di carne, quella che
spuntava dalla terra bagnata.

La recensione de La voce dei morti di Simon Beckett

Nascoste nelle brughiere di Dartmoor giacciono le tombe delle vittime di Monk, spietato killer dalla forza sovrumana, ormai in carcere. Una squadra composta da vari specialisti, tra cui il Dottor Hunter, antropologo forense, è incaricata di esaminare un cadavere scoperto nella brughiera. Tutto sembra andare per il meglio quando Monk, che ha deciso di collaborare con la polizia e di indicare il luogo esatto delle tombe, tenta la fuga e manda all’aria tutta l’operazione. Passano otto anni e stavolta Monk riesce ad evadere dal carcere ed iniziano a morire tutte le persone coinvolte all’epoca nell’indagine delle tombe. Tra colpi di scena, fughe notturne e sparatorie si arriverà a scoprire la verità su Monk e sulle sue vittime.

La mia opinione su La voce dei morti di Simon Beckett

Che dire? La presentazione del libro prometteva bene, il titolo pure. Solo che, la trama non è pienamente convincente.
Inoltre i numerosissimi dialoghi tendono a distrarre il lettore aggiungendo informazioni poco utili allo svolgimento dell’azione.

La vicenda parte bene: la brughiera piovosa e nebbiosa, i corpi, le indagini. Il killer dalla forza robotica e privo di sentimenti. Poi però quando la storia compie il balzo in avanti di otto anni si comincia a sentire puzza di bruciato. Insomma, io non voglio capire a metà libro chi sia il colpevole, voglio la sorpresa di arrivare a scoprirlo quando uno dei personaggi lo rivela. Purtroppo nella vicenda  si capisce tutto abbastanza chiaramente e questo toglie la suspance necessaria per appassionarsi. Peccato perché la vicenda poteva rivelarsi interessante.

Questo è il primo libro che leggo di questo scrittore e devo dire che non mi ha entusiasmato però credo che gli darò una seconda possibilità. E la possibilità se l’è guadagnata perché, anche se la suspance è mancata, e ho capito chi fosse il colpevole troppo presto, mi è piaciuto il modo in cui l’autore ha nascosto, tra morti e umide brughiere, i contorti moti dell’amore e dell’animo umano. Una seconda chance non si nega a nessuno.
Buona lettura.

La voce dei morti
Simon    Beckett
Bompiani, 2011, p. 448, €. 19,90

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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